Una fintech USA ha lanciato una carta di credito con fido garantito in bitcoin

La fintech di San Francisco Aven permette di ottenere credito fino a un milione di dollari usando le criptovalute come garanzia. Il sistema offre tassi d'interesse ridotti rispetto ai prodotti tradizionali.

Pubblicato il 29 Aprile 2026 4 min di lettura
aven carta di credito visa bitcoin

La fintech californiana Aven ha presentato una nuova carta di credito garantita dai bitcoin dei propri utenti. L’azienda ha sede nella Silicon Valley e serve già oltre 100.000 clienti, e ha deciso di espandere la propria offerta permettendo ai risparmiatori di impegnare i propri bitcoin come collaterale (ovvero come pegno a garanzia del debito) per accedere a una linea di credito che può raggiungere il valore di un milione di dollari.

La durata del finanziamento può estendersi fino a dieci anni, e i tassi di interesse annuali oscillano tra il 7,99% e l’11,99%. Si tratta di cifre decisamente inferiori alla media dei tassi applicati sulle normali carte di credito negli Stati Uniti, che secondo i dati della Federal Reserve toccano oggi il 21,52%.

Aven ha scelto la società americana BitGo come partner per la custodia dei bitcoin dei clienti. Le carte vengono emesse dalla Coastal Community Bank, che ha la licenza VISA. Al momento è disponibile solo negli USA e non è l’unica società del settore, ma presto potremmo iniziare a vedere prodotti come questo anche in Europa.

Come funziona il prestito

aven homepage

Il sistema informatico di Aven si basa sul principio della sovra-collateralizzazione, che impedisce ai clienti di prendere in prestito somme superiori al valore dei bitcoin depositati. Il tasso di interesse applicato dipende esclusivamente dal rapporto tra il credito richiesto e la garanzia offerta.

Per ottenere il tasso minimo del 7,99% il cliente deve limitare il proprio fido al 30% del valore del collaterale, mentre il tasso sale al 9,99% se il limite di credito raggiunge la metà del valore dei bitcoin impegnati.

L’utente può richiedere di utilizzare fino al 70% della garanzia, ma in questo scenario il costo del finanziamento sale all’11,99%. Aven ha precisato che queste condizioni sono accessibili indipendentemente dal punteggio di solvibilità del richiedente, ma questo dettaglio potrebbe cambiare in futuro.

La carta di credito VISA non prevede commissioni di apertura o canoni annuali, ma l’azienda applica un costo dell’1% per ogni prelievo di contanti effettuato sulla linea di credito. Aven si inserisce in un mercato già presidiato da altri operatori come Ledn, attiva dal 2018, o Salt Lending, ma la fintech offre una maggiore durata dei rimborsi che solitamente non supera l’anno di tempo.

I rischi della volatilità

La natura instabile del mercato delle criptovalute è il principale pericolo per chi utilizza questo strumento finanziario. Se il saldo del debito dovesse raggiungere il 70% del valore della garanzia a causa di un improvviso calo del prezzo del bitcoin, la carta di credito verrebbe bloccata per impedire nuovi acquisti o prelievi.

Se la soglia dovesse toccare l’80%, il cliente avrebbe 72 ore di tempo per aggiungere altro capitale o rimborsare parte del debito, e in caso di mancato intervento la società procederebbe alla vendita parziale dei bitcoin per ripristinare i parametri di sicurezza.

Esiste infine un limite massimo fissato all’85% del valore della garanzia che fa scattare la liquidazione immediata del prestito. In questo caso l’azienda chiude la linea di credito e vende i bitcoin sul mercato, applica una commissione del 2% per l’operazione e restituisce al cliente solo l’eventuale differenza rimanente tra il ricavato e il debito residuo.

Un futuro con garanzie in crypto

L’amministratore delegato Sadi Khan ha sottolineato che il bitcoin è un asset facile da verificare e sicuro da spostare, e perciò secondo il manager questo tipo di prestiti dovrebbe garantire nel lungo periodo il costo del capitale più basso tra tutti i finanziamenti garantiti da beni reali.

L’idea di Aven è innovativa per due motivi: offre tassi di interessi decisamente inferiori ai tradizionali TAN e TAEG delle carte di credito, e il finanziamento può essere anche pluridecennale. Impegnare criptovaluta a garanzia di un fido potrebbe aprire la strada a nuove opportunità per il fintech, ma l’elevata volatilità di questi rimane un dato da non sottovalutare.

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A cura di
Jacopo Curletto
Autore
Jacopo Curletto
Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica

Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica, master in Economic & Financial Journalism, esperto di finanza personale, economia e fintech. Curo i contenuti di Finanzadigitale dal 2022. Leggi la bio

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Ultima revisione: 29 Aprile 2026 Come lavora la redazione