La piattaforma di criptovalute Binance fermerà tutti i servizi regolamentati e il sistema di apertura dei conti in Italia a partire dal 1° luglio 2026. La società ha inviato una comunicazione ufficiale ai clienti spiegando che nessuna azienda del gruppo è riuscita a ottenere l’autorizzazione come fornitore di servizi di cripto-attività (Casp) richiesta dalla nuova normativa europea MiCA entro la scadenza prestabilita.
Cosa cambia dal 1° luglio
L’operatività ordinaria sui conti digitali Binance rimarrà attiva e senza variazioni fino al 30 giugno 2026. Con lo scattare del blocco regolamentare, la piattaforma impedirà l’esecuzione di nuovi depositi e respingerà gli ordini di acquisto dei token, bloccando anche le attività di marketing sul territorio nazionale. I risparmiatori italiani manterranno comunque l’accesso all’applicazione, ma potranno compiere soltanto le operazioni utili a chiudere le posizioni finanziarie aperte o a richiedere il prelievo dei capitali.
I fondi dei clienti non andranno perduti, perciò il denaro e le valute digitali resteranno disponibili anche dopo la scadenza della prossima settimana. I vertici della società hanno strutturato un piano di uscita che punta a ridurre i disagi operativi, cosa che consentirà il trasferimento dei saldi sia in euro sia in monete virtuali verso portafogli esterni.
Come gestire i fondi
I titolari dei conti hanno a disposizione due strade principali per evitare le limitazioni della piattaforma. Il primo canale prevede il trasferimento dei fondi verso un portafoglio privato autogestito, un sistema di custodia che esclude la presenza di intermediari finanziari. In alternativa, si possono spostare le criptovalute verso un altro operatore abilitato, e l’elenco dei soggetti autorizzati si può consultare all’interno del registro dell’Esma, l’organo di vigilanza sui mercati europei.
La dirigenza di Binance ha raccomandato di avviare le pratiche per tempo e consiglia di non dare credito a soggetti terzi che propongano un servizio di assistenza per lo spostamento dei capitali. L’azienda ha comunque precisato che l’addio al mercato europeo potrebbe non essere definitivo, per cui i tecnici continueranno a lavorare per adeguarsi ai parametri della MiCA con l’intenzione di richiedere una nuova autorizzazione nei prossimi mesi.
