La neobank Bunq sbarca in Italia con l’iban italiano

L'istituto olandese introduce un conto remunerato con interessi pagati ogni settimana e un sistema automatizzato per le tasse. Michele Mattei alla guida della divisione Italia.

Pubblicato il 24 Giugno 2026 4 min di lettura
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La neobank olandese Bunq ha annunciato il lancio dell’IBAN italiano e l’apertura di una succursale a Milano. La società fondata nel 2012 ad Amsterdam dall’imprenditore Ali Niknam, già presente sul mercato italiano da anni, oggi compie un importante passo in avanti sia in termini di visibilità che di offerta.

Secondo il comunicato, la scelta di puntare sull’Italia arriva dopo una crescita di clienti del 200% rispetto all’anno passato, di cui la maggior nomadi digitali e lavoratori internazionali. Ed è proprio a questa tipologia di persone (privati e professionisti) che si rivolge l’offerta di bunq.

La guida della divisione italiana è stata affidata a Michele Mattei, che in passato ha collaborato con Finanzadigitale.

La proposta finanziaria

Bunq propone quattro diversi profili tariffari per gli utenti: la versione Free è completamente gratuita e include le funzioni essenziali, il piano Core costa 3,99 euro al mese, la formula Pro tocca i 9,99 euro mensili e la soluzione Elite si attesta a 18,99 euro al mese. I depositi sono protetti fino a 100.000 euro dal sistema di garanzia dei depositi dei Paesi Bassi, per via della licenza bancaria completa rilasciata dalle autorità olandesi.

Non solo: la neobank offre un conto deposito non vincolato che offre un tasso di interesse del 2,01%, con la particolarità di una liquidazione dei rendimenti che avviene ogni settimana. I clienti possono utilizzare la piattaforma anche per piccoli investimenti, dato che il catalogo permette di acquistare azioni a partire da 10 euro e criptovalute con una soglia minima di un solo euro fin dal piano base.

Il nuovo IBAN italiano permette di ricevere lo stipendio, pagare le bollette e gestire servizi locali come Telepass e PagoPA senza le tipiche complicazioni dei conti esteri. E questo cambiamento elimina anche l’obbligo di dichiarazione nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi, dato che il rapporto finanziario viene considerato a tutti gli effetti un conto locale italiano (anche l’imposta di bollo scatta in automatico).

Tecnologia e servizi per le imprese

Il pacchetto si completa con una eSim integrata capace di abbattere fino al 90% i costi di roaming durante i viaggi di lavoro, e c’è anche il debutto del servizio bunq-as-a-service, una piattaforma con cui le imprese possono integrare l’infrastruttura di pagamento nei propri prodotti aziendali. L’intero ecosistema sfrutta un’infrastruttura basata sull’intelligenza artificiale per proporre strumenti di budgeting e la traduzione vocale in 38 lingue diverse.

La direttrice della strategia Bianca Zwart ha commentato la novità spiegando la visione del gruppo: «C’è un cambiamento strutturale nel modo di vivere delle persone, con spostamenti sempre più frequenti e legati in particolare al lavoro. Il problema è che la maggior parte delle banche tradizionali continua a incentrare la sua offerta su un singolo Paese, senza guardare alle necessità di chi segue uno stile di vita internazionale». La manager ha poi aggiunto che in futuro l’offerta potrebbe ampliarsi con i prestiti, ma prima l’azienda raccoglierà i riscontri degli utenti per garantire un servizio su misura.

I numeri di bunq

Oggi bunq è la seconda neobank più grande d’Europa a superare i 20 milioni di utenti in più di 30 nazioni (dopo Revolut). È stata anche la prima fintech del Vecchio Continente a raggiungere una redditività strutturale, risultato ottenuto anche grazie al supporto di un round di investimenti di Serie A da 193 milioni di euro.

La società si rivolge soprattutto al milione di nomadi digitali italiani che viaggiano spesso all’estero per motivi di lavoro, e secondo quanto riportato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali le città di Milano, Roma e Firenze sono tra le mete preferite dagli espatriati. Quasi 1 milione di italiani oggi hanno adottato questo stile di vita, dove lavorare e viaggiare in diversi paesi è la norma.

Oltre al passo importante in Italia, e in Europa, i vertici del gruppo bunq hanno già presentato una richiesta formale alle autorità di regolamentazione per ottenere le licenze bancarie negli Stati Uniti e in Messico, con l’intenzione di espandere il raggio d’azione oltre i confini europei.

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A cura di
Jacopo Curletto
Autore
Jacopo Curletto
Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica

Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica, master in Economic & Financial Journalism, esperto di finanza personale, economia e fintech. Curo i contenuti di Finanzadigitale dal 2022. Leggi la bio

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Ultima revisione: 24 Giugno 2026 Come lavora la redazione