Satispay eliminerà le commissioni per i pagamenti nei negozi di importo inferiore a 10 euro a partire dal prossimo settembre. La fintech italiana ha preso la decisione in seguito alla conversione in legge del decreto Carburanti-ter, un provvedimento con cui l’obbligo di accettazione della moneta elettronica si estende in modo esplicito anche ai portafogli digitali e alle applicazioni per smartphone.
La nuova politica commerciale cancella i costi per gli esercenti sotto la soglia dei 10 euro e fissa una commissione dello 0,95% per le transazioni di valore pari o superiore. La novità segna un cambio di rotta rispetto al recente passato.
Il 7 aprile 2025 Satispay aveva infatti introdotto una commissione percentuale dell’1% su qualsiasi tipo di spesa, cosa che aveva messo fine allo schema storico applicato per i primi dieci anni di vita del servizio. Fino a quel momento la piattaforma non prevedeva commissioni sotto i 10 euro e una tariffa fissa di 0,20 euro per i pagamenti superiori.
Alcuni commercianti italiani non avevano gradito questo cambio di condizioni. Ora il passo indietro. L’azienda manterrà comunque delle condizioni particolari per alcune categorie specifiche di commercianti, tra cui i tabaccai, i benzinai e gli edicolanti, che lavorano con margini di guadagno ridotti e vendono generi di monopolio.
Alberto Dalmasso, co-fondatore e amministratore delegato di Satispay, ha spiegato che la società vuole sostenere le attività di quartiere e i piccoli acquisti frequenti, perciò continuerà il confronto con le associazioni di categoria per definire accordi più vantaggiosi.
Come funziona Satispay, senza POS e senza canone
La piattaforma Satispay permette alle attività commerciali di mettersi in regola con la nuova normativa senza dover acquistare un dispositivo POS dedicato o un nuovo hardware. Il sistema funziona tramite i dispositivi già in uso nei negozi, come smartphone, tablet, computer o registratori di cassa.
La procedura di attivazione non prevede costi di ingresso o canoni mensili fissi per i negozianti. Il programma invia i fondi ricevuti direttamente sul conto corrente dell’esercente e l’accredito delle somme avviene il giorno lavorativo successivo a quello della transazione.
Le nuove sanzioni per chi rifiuta le applicazioni
La scelta della fintech arriva in vista dell’entrata in vigore del decreto legge 63/2026. La norma stabilisce che i negozianti non possono più respingere i pagamenti digitali proposti tramite smartphone o smartwatch, e questo espande le tutele che prima valevano solo per le carte di credito e i bancomat tradizionali.
Se un commerciante rifiuta un pagamento con strumenti come Apple Pay, Google Pay, Bancomat Pay o la stessa Satispay, rischia una sanzione amministrativa. La multa prevede una quota fissa di 30 euro, a cui si aggiunge un valore variabile pari al 4% dell’importo della transazione negata.
Dalmasso ha ricordato che la nascita di Satispay è avvenuta anche grazie alle direttive europee sulla competitività nei servizi finanziari, e il nuovo quadro normativo si muove in linea con lo spirito originario di quelle regole: «Quando siamo entrati sul mercato ci era chiaro l’obiettivo delle istituzioni di creare maggior competizione favorendo la nascita di campioni europei. In questi anni abbiamo contribuito a costruire una nuova cultura del pagamento elettronico in Italia, e oggi viene compiuto un passo decisivo che porterà migliore concorrenza».
