Chiedere a ChatGPT quali transazioni hanno superato i 500 euro nell’ultimo mese, oppure ottenere da Claude un riepilogo delle spese aziendali dell’anno. Sono alcuni degli utilizzi di Finom MCP, il collegamento con cui la piattaforma finanziaria per imprese e professionisti porta i dati del conto business dentro i due assistenti di intelligenza artificiale.
Finom ha annunciato il lancio il 22 ottobre, con distribuzione in Italia, Europa e inclusione in tutti i propri piani alle oltre 300.000 imprese clienti.
L’integrazione consente di interrogare il conto in linguaggio naturale: l’utente formula una domanda e l’assistente recupera le informazioni da Finom per costruire la risposta. Al lancio, l’accesso è in sola lettura, cioè il collegamento non permette di trasferire denaro, emettere carte o modificare il conto.
Quali informazioni si possono chiedere
Le richieste possono riguardare transazioni, portafogli, fatture, carte e contabilità. Tra le funzioni annunciate c’è anche un briefing mattutino, cioè una sintesi delle attività recenti del conto da richiedere direttamente nell’assistente.
Il collegamento utilizza il Model Context Protocol (MCP): uno standard aperto che permette agli assistenti AI di accedere a dati e strumenti esterni. In questo caso, consente di consultare le informazioni aziendali senza doverle prima cercare nell’app Finom e poi riportare nella conversazione.
«Non siamo i primi a rendere pubblico un MCP e non vogliamo fingere di esserlo», ha dichiarato Kristjan Kaar, responsabile prodotto di Finom. L’azienda parte da un insieme di funzioni di consultazione e prevede di aggiungere in seguito capacità operative.
Anche il fondatore e amministratore delegato Andrew Petrov ha insistito sull’uso degli assistenti AI per costruire strumenti su misura, come briefing mattutini o analisi periodiche della liquidità. Finora, ha osservato, «l’unico elemento che non potevano integrare era il proprio conto».
Finom aveva già introdotto un assistente all’interno della propria piattaforma. In un recente aggiornamento del prodotto, ha annunciato che Finom AI può anche creare e inviare fatture o sollecitare quelle scadute, previa approvazione esplicita dell’utente. Il nuovo collegamento MCP estende invece la consultazione agli assistenti esterni, con un perimetro iniziale più limitato.
Accesso, permessi e trattamento dei dati
Per attivare Finom MCP, il cliente avvia il collegamento dal proprio assistente AI e viene reindirizzato a una pagina di Finom. Qui accede con le proprie credenziali e autorizza la connessione.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, le credenziali non vengono condivise con il fornitore dell’assistente. L’accesso ai dati resta circoscritto ai permessi già assegnati al ruolo dell’utente su Finom e il collegamento può essere revocato in qualsiasi momento.
I dati richiesti vengono però elaborati dal provider AI scelto dal cliente, secondo le condizioni del rapporto con quel fornitore. Le risposte sono generate da ChatGPT o Claude: per gli estratti conto ufficiali e la rendicontazione, Finom precisa che la propria app rimane la fonte di riferimento. Il servizio non fornisce consulenza finanziaria, fiscale, legale, d’investimento o assicurativa.
Per le prossime fasi, Finom prevede che l’assistente possa preparare alcune operazioni quotidiane da sottoporre all’utente. Non sono state indicate date di disponibilità. Qualsiasi operazione che comporti un movimento di denaro, secondo il piano annunciato, richiederebbe la conferma esplicita del cliente e un’autenticazione sicura prima dell’esecuzione.
