ING Italia ha inaugurato la sua divisione Private Banking, il servizio pensato per chi ha un patrimonio investito superiore a 500.000 euro. Secondo i piani della banca, nei prossimi quattro anni le masse tra gestito e amministrato dovrebbero arrivare a 18 miliardi di euro. Il traguardo è anche portare 200.000 clienti a operare sulla piattaforma dedicata.
Oltre 200 consulenti
Oggi ING ha circa 40 private banker in Italia, ed entro il 2030 vuole superare quota 200. Per questo è già partito un piano di assunzioni: ai giovani consulenti della banca si affiancheranno profili senior provenienti dal mercato.
Il servizio non si limita agli investimenti. Matteo Pomoni, Head of Private Banking, Wealth Management & Investments di ING Italia, ha spiegato che l’approccio «va oltre la consulenza patrimoniale per estendersi alla protezione, agli aspetti fiscali e immobiliari, oltre che alla pianificazione successoria». Per la fine dell’anno arriverà sulla piattaforma anche un’offerta di private market, rivolta ai clienti che vogliono investire nell’economia reale.
Chi decide le strategie
Le scelte di investimento passano dal Global Investment Center di ING, nato a settembre 2025. Ha circa 210 esperti e gestisce più di 100 miliardi di euro di asset. In Italia il lavoro è guidato da Cristina Mazzurana, Chief Investment Strategy di ING Italia, che adatta la strategia del gruppo ai clienti locali.
ING fa già private banking in sei mercati europei, dove gestisce circa 89 miliardi di euro per circa 75.000 clienti. Grazie alla rete internazionale, i clienti italiani potranno partecipare a eventi culturali e di networking nei paesi in cui il servizio è attivo, e incontrare altri clienti, esperti e private banker del gruppo.
Verso la banca universale
In Italia ING era arrivata con il wholesale banking, poi aveva aperto al retail e quest’anno ha lanciato anche l’offerta per professionisti e partite IVA. Il private banking chiude il percorso. Per il CEO Andrea Diamanti è «un nuovo passo nel percorso di crescita di ING in Italia e nella costruzione di una banca universale sempre più completa», basata sul modello «Digital always, human when you need it». Diamanti ha aggiunto che la banca vuole mantenere «il DNA digitale, la semplicità e l’approccio innovativo che da sempre ci contraddistinguono».
Pomoni ha indicato tre elementi su cui punta il nuovo servizio: personalizzazione, eccellenza del servizio e accesso a un network internazionale.
