I trader di tutto il mondo guardano alla pubblicazione della trimestrale di Nvidia (NASDAQ: NVDA), prevista per mercoledì 19 maggio dopo la chiusura di Wall Street (dopo le 22:30 ora italiana). Gli investitori hanno posizionato i contratti di opzione in vista dei conti: il mercato si attende un movimento del 6,5% in entrambe le direzioni per la giornata di giovedì, il che si tradurrebbe in uno spostamento di circa 350 miliardi di dollari di valore complessivo.
Le previsioni
Anche se la variazione stimata è superiore al 5,6% previsto prima dei conti di febbraio, rimane al di sotto della media storica del 7,6% calcolata dalla società di analisi Option Research & Technology Services (Orats). Secondo Matt Amberson, fondatore di Orats, questo andamento suggerisce che il mercato è diventato più ottimista verso i conti della società, nonostante i timori diffusi che le enormi spese in conto capitale nel settore dell’intelligenza artificiale possano rivelarsi insostenibili.
Alcune operazioni specifiche indicano una forte convinzione sul fatto che la società possa sorprendere positivamente il mercato. Chris Murphy, co-responsabile delle strategie sui derivati del market maker Susquehanna, ha evidenziato un’operazione di lunedì in cui sono stati acquistati 25.000 contratti “call spread” — una strategia finanziaria per scommettere sull’aumento del valore di un titolo — con scadenza il 1° giugno al costo di 1,78 dollari, una mossa con cui si scommette che le azioni Nvidia possano salire del 16% fino a 260 dollari per azione nei prossimi quindici giorni.
Murphy ha spiegato che la distribuzione delle opzioni si è spostata verso i contratti “call”, i quali servono a scommettere sul rialzo dei prezzi, perciò «il mercato non cerca più soltanto protezione dai ribassi, ma paga per partecipare dei guadagni». Le scommesse sull’aumento dei prezzi dei titoli tecnologici sono passate dal minimo degli ultimi cinque anni registrato a marzo al massimo quinquennale raggiunto a metà maggio.
Il rendimento storico
Per chi investe nel colosso dei chip, le oscillazioni immediate rappresentano solo una parte della storia, poiché l’acquisto dei titoli subito prima dei risultati trimestrali ha generato guadagni modesti nel breve termine, mentre i risultati sui periodi più lunghi si sono rivelati molto più solidi.
Dal 2016 i rendimenti successivi ai conti sono stati primi di segno negativo per ogni periodo di detenzione analizzato, ma l’andamento mostra che i guadagni più consistenti richiedono tempo, come riassunto dai dati storici sui rendimenti mediani e sulle probabilità di profitto.
| Periodo di detenzione | Rendimento mediano | Percentuale di volte in rialzo |
| 1 giorno | 0,3% | 55% |
| 1 settimana | 3,3% | 60% |
| 1 mese | 0,4% | 53% |
| 1 trimestre | 11,1% | 78% |
| 1 anno | 87,6% | 84% |
La volatilità a breve termine rimane una caratteristica costante della società, perciò la pazienza ha storicamente contato quanto la capacità di previsione, specialmente se si considera che la media mobile a dieci trimestri dei rendimenti a un anno ha registrato un rallentamento rispetto alla fase più intensa del boom dell’intelligenza artificiale, un periodo in cui aveva superato un picco del 150% prima di assestarsi all’attuale 70%.
L’andamento generale conferma comunque che i risultati migliori sono arrivati per chi ha concesso all’investimento il tempo necessario per consolidarsi.
Il settore dei semiconduttori
Accanto all’ottimismo su Nvidia si registra un aumento delle operazioni di protezione e di presa di profitto sull’intero comparto dei chip e sui relativi fondi indicizzati Etf (Exchange-traded funds), un segnale del fatto che anche gli investitori più rialzisti cercano di tutelare i guadagni dopo la forte crescita del settore.
Dall’inizio dell’anno le azioni di Nvidia hanno guadagnato il 19%, mentre l’indice S&P 500 è salito dell’8% e l’indice dei semiconduttori Philadelphia SE Semiconductor Index ha registrato un balzo del 57%.
Gli investitori osserveranno con attenzione i risultati per capire se sosterranno il recente aumento dei prezzi e della volatilità. Murphy ha specificato che l’attenzione si concentrerà in particolare sui segnali relativi alla domanda dei centri dati, sulla spesa dei grandi fornitori di servizi cloud, sui margini di profitto e sulle previsioni future.
I semiconduttori sono diventati un’area molto affollata nei mercati finanziari, cosa che spinge gli operatori a cercare ancora i guadagni su Nvidia, ma anche ad avviare coperture sugli altri titoli del settore.
