Una tassa da 500 euro per pagare in contanti fino a 10.000 euro

FI ha proposto un'imposta di bollo da 500 euro per pagare in contanti somme superiori a 5.000 euro.

Pubblicato il 20 Novembre 2025 2 min di lettura
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Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento alla manovra finanziaria 2026 per alzare il limite all’uso del contante, ma pagando una tassa (notevole). La nuova proposta, firmata dal senatore Matteo Gelmetti, riapre alla possibilità di pagare in contanti somme tra 5.001 e 10.000 euro. Ma introduce un’imposta di bollo fissa pari a 500 euro per ciascuna transazione.

La misura scatterebbe dal 1° gennaio 2026. L’onere sarà a carico dell’acquirente e dovrà essere applicato tramite contrassegno sulla copia cartacea della fattura da consegnare al venditore, per permettere eventuali verifiche dell’Agenzia delle Entrate.

Nel pacchetto di emendamenti presentati dalla maggioranza compare anche un intervento pensato per regolamentare i modelli produttivi dell’ultra fast fashion, come Shein e Temu, noti per i cicli di produzione e distribuzione estremamente rapidi.

Il limite al contante attuale

Oggi, com’è noto, la soglia massima consentita per i pagamenti cash è fissata a 4.999,99 euro. Dal 1° gennaio 2023 ogni operazione pari o superiore a 5.000 euro deve essere effettuata tramite strumenti tracciabili: bonifici, assegni, carte di credito o bancomat. In nessun caso con contanti.

La norma, pensata per contrastare l’evasione fiscale, spesso associata a passaggi di denaro non tracciabili prevede sanzioni per entrambe le parti coinvolte nel trasferimento che violano il limite, cioè chi paga e chi riceve. Gli importi vanno da 1.000 fino a 50.000 euro, a seconda della gravità dell’irregolarità. Il divieto si applica a qualsiasi passaggio di denaro, anche a prestiti e donazioni tra privati.

Le prime perplessità

Sul punto è intervenuto il Codacons, che ha bocciato l’iniziativa. L’associazione dei consumatori ritiene che la norma sia in contrasto con le regole sulla concorrenza e rischi di penalizzare i cittadini. Secondo il Codacons, limitare l’accesso ai beni offerti dalle piattaforme digitali straniere, spesso caratterizzati da prezzi altamente competitivi, potrebbe ridurre le possibilità di risparmio.

L’associazione condivide la necessità di controlli più rigorosi sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti importati, ma definisce l’emendamento sbilanciato e concentrato su alcuni operatori specifici.

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Trader, esperto di borse e forex con un passato da consulente finanziario. Collabora con FinanzaDigitale, scrive libri e investe sui mercati mondiali. Leggi la bio

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Ultima revisione: 21 Novembre 2025 Come lavora la redazione