Revolut prepara una quotazione in borsa da 200 miliardi di dollari

La banca digitale britannica fissa obiettivi ambiziosi per il debutto sui mercati pubblici previsto dopo il 2028. Il raggiungimento del target renderebbe Nik Storonsky uno degli uomini più ricchi del mondo.

Pubblicato il 22 Aprile 2026 3 min di lettura
nikolay storonsky ceo revolut
Nikolay Storonsky, CEO di Revolut (credits: revolut.com)

Revolut ha fissato una valutazione obiettivo compresa tra i 150 e i 200 miliardi di dollari per la sua futura quotazione in borsa. Secondo il Financial Times, la banca britannica avrebbe comunicato queste stime ai propri investitori e questo scenario renderebbe il suo debutto uno dei più imponenti nella storia del settore finanziario tecnologico.

Il gruppo ha però indicato che non presenterà la richiesta per la IPO (l’offerta pubblica iniziale) prima del 2028, e questo sposta in avanti i tempi per l’approdo sui mercati finanziari. La dirigenza della società ha discusso internamente queste cifre con alcuni dei principali finanziatori, ma un portavoce dell’azienda ha precisato che al momento non è stato stabilito alcun obiettivo di valutazione formale.

Nik Storonsky, fondatore e amministratore delegato di Revolut, ha spiegato in una recente intervista che la quotazione è uno strumento per aumentare la fiducia del mercato, poiché le società quotate godono di una reputazione maggiore rispetto a quelle private, cosa che per una banca rappresenta un elemento fondamentale.

Premi e incentivi

Il raggiungimento di una valutazione così elevata farebbe scattare un imponente piano di incentivi per Storonsky, il che ricorda da vicino i pacchetti azionari miliardari già visti per figure come Elon Musk. In base ad accordi sottoscritti in precedenza, la quota del fondatore aumenterebbe di diversi punti percentuali se Revolut toccasse i 150 miliardi di dollari di valore.

In caso di una valutazione da 200 miliardi di dollari, Storonsky otterrebbe il diritto di detenere circa il 40% della società. La sua partecipazione personale varrebbe perciò circa 80 miliardi di dollari e questo lo renderebbe una delle persone più ricche del pianeta.

Per arrivare a questi livelli serve però una crescita costante: l’ultimo giro di finanziamenti ha valutato il gruppo 75 miliardi di dollari, grazie anche all’ingresso di nuovi soci come il produttore di chip Nvidia.

Risultati economici e licenze

L’azienda si sta preparando nel breve termine a una vendita secondaria di azioni, ovvero un’operazione che permette ai primi investitori di vendere i propri titoli e incassare i profitti maturati. Questa manovra potrebbe già portare la valutazione della società oltre la soglia dei 100 miliardi di dollari entro la fine dell’anno.

I conti del gruppo mostrano una netta accelerazione e i dati dell’ultimo esercizio evidenziano utili prima delle tasse pari a 1,7 miliardi di sterline, circa 2 miliardi di euro, su un fatturato totale di 4,5 miliardi di sterline.

La crescita dei ricavi è stata trainata per il 67% dagli abbonamenti ai servizi premium, ma il vero motore della strategia futura rimane l’ottenimento delle licenze bancarie. Revolut ha ricevuto il via libera definitivo per operare come banca nel Regno Unito dopo un’attesa di quattro anni, il che permetterà alla società di raccogliere depositi direttamente e di erogare prestiti.

Questo traguardo è fondamentale per competere con gli istituti di credito tradizionali e per facilitare l’espansione in altri mercati strategici, come gli Stati Uniti, dove la fintech ha presentato domanda per la licenza bancaria il mese scorso.

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A cura di
Jacopo Curletto
Autore
Jacopo Curletto
Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica

Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica, master in Economic & Financial Journalism, esperto di finanza personale, economia e fintech. Curo i contenuti di Finanzadigitale dal 2022. Leggi la bio

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Ultima revisione: 22 Aprile 2026 Come lavora la redazione