Trade Republic aggiorna il sistema di ordini dopo lo stop europeo al pfof

L'istituto tedesco ha modificato la gestione delle transazioni dopo la fine della deroga in Germania. Arrivano nuove commissioni da 1 e 2 euro e uno strumento per gli investitori attivi.

Pubblicato il 6 Luglio 2026 3 min di lettura
trade republic brad pitt testimonial

La banca digitale tedesca Trade Republic ha ricostruito il sistema informatico con cui esegue gli ordini dei clienti mercoledì 1° luglio 2026. La novità è arrivata quarantotto ore dopo la fine della deroga della Germania al divieto europeo di payment for order flow, il meccanismo con cui i broker girano gli ordini a specifici operatori di mercato in cambio di un compenso.

La neobank, che conta oggi più di 10 milioni di clienti e gestisce oltre 150 miliardi di euro di attività, ha introdotto un algoritmo che confronta le quotazioni negoziabili in tempo reale di 30 borse valori per trovare il prezzo più basso per acquistare e il più alto per vendere.

Il sistema esegue l’ordine alla tariffa migliore, e l’utente paga una commissione fissa di 1,00€, a cui si aggiungono lo spread e i costi di terze parti. Gli ordini della clientela passano attraverso un portafoglio ordini globale e aggregato, e vengono eseguiti direttamente contro Trade Republic stessa, che si posiziona così come controparte della transazione.

Come cambiano le tariffe

Con il nuovo modello i risparmiatori possono anche attivare l’opzione Direct Price per scegliere una specifica borsa valori su cui impostare ordini di mercato, limite e stop. Tra i mercati disponibili ci sono Xetra, Euronext, Nyse o Nasdaq, e il servizio prevede un costo fisso di 2,00€ per ogni operazione, a prescindere dalla dimensione dell’ordine.

Il gruppo punta sulla trasparenza e permette agli utenti di consultare gratuitamente nell’applicazione il book degli ordini aggregato in tempo reale, per confrontarlo con i dati delle singole borse. Le novità coincidono con il lancio di una nuova linea di business incentrata su un terminale web gratuito sviluppato internamente.

Lo strumento è pensato per chi fa trading online in modo attivo e ha bisogno di grafici avanzati, workspace personalizzabili, analisi del portafoglio e screener per azioni e derivati.

Lo stop al pagamento per flusso

La scelta del momento è legata alle nuove regole europee. La Germania era infatti l’unico paese dell’Unione a sfruttare una deroga temporanea sul divieto di payment for order flow, una fonte di guadagno che per Trade Republic pesava per meno del 30% dei ricavi totali. Con la scadenza del provvedimento il 30 giugno 2026, i broker tedeschi non possono più ricevere queste retrocessioni e devono finanziare l’attività tramite commissioni esplicite o abbonamenti.

Gli altri operatori del settore hanno seguito strade differenti per compensare i minori ricavi. Il concorrente tedesco Scalable Capital propone ad esempio un abbonamento da 2,99€ al mese che assorbe i costi delle transazioni. La pressione sul mercato è aumentata anche dal punto di vista geografico, dato che Trade Republic è entrata nel mercato polacco a settembre 2025 e il broker polacco XTB ha avviato una forte campagna di marketing in Germania.

La trasformazione tecnologica fa parte di una strategia di crescita più ampia. La società, che a dicembre ha raggiunto una valutazione di 12,5 miliardi di euro, si sta allontanando dal solo modello dei piani di accumulo per diventare un gestore patrimoniale completo.

Il co-fondatore di Trade Republic, Christian Hecker, ha spiegato che la nuova infrastruttura permette di dare alle persone strumenti che in precedenza erano riservati a investitori istituzionali, banche e hedge fund, cosa che si connette direttamente con la missione di democratizzare gli investimenti.

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A cura di
Jacopo Curletto
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Jacopo Curletto
Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica

Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica, master in Economic & Financial Journalism, esperto di finanza personale, economia e fintech. Curo i contenuti di Finanzadigitale dal 2022. Leggi la bio

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Ultima revisione: 3 Luglio 2026 Come lavora la redazione