Trade Republic, la piattaforma d’investimento tedesca che opera come banca regolata in tutta Europa, ha rilasciato questa settimana un importante aggiornamento per la sua applicazione mobile. L’azienda di Berlino ha introdotto cinque nuove funzionalità per rafforzare la sicurezza degli account e a offrire agli utenti una maggiore trasparenza nella gestione dei propri asset finanziari.
Il broker banca offre ora strumenti più avanzati per il monitoraggio del patrimonio, e procedure più semplici per la rendicontazione fiscale e la protezione dei dati personali.
Documenti in un unico luogo
L’azienda ha raggruppato tutti i file ufficiali e i dettagli sensibili nel nuovo Statement Center. In questa sezione centralizzata, gli investitori possono ora consultare rapidamente i dati del conto (come IBAN, BIC e conferme di proprietà della carta), i rendiconti finanziari e i report fiscali.
Una funzione particolarmente utile permette di visualizzare il proprio patrimonio netto in modo retroattivo, selezionando date specifiche per monitorare come la liquidità e gli investimenti si siano evoluti nel tempo.
Privacy istantanea con Public Mode
Per chi desidera condividere l’andamento della propria strategia senza mostrare i saldi reali, è stata introdotta la Public Mode. Questa opzione permette di oscurare le cifre esatte del portafoglio con un semplice movimento: basta scuotere lo smartphone per sfocare i numeri.
Lo strumento è pensato per proteggere la privacy mentre si mostrano le performance percentuali o la composizione degli asset ad amici e follower sui social media.
Esportazione dei dati
Gli utenti che utilizzano piattaforme di analisi avanzate possono ora scaricare l’intera cronologia delle proprie transazioni in formato CSV. Questa funzione semplifica l’integrazione con strumenti di monitoraggio esterni come Finanzfluss, Getquin, Parqet o Portfolio Performance.
L’esportazione permette di fare un tracking della situazione patrimoniale con tool di terze parti (aggregatori, app AI, ecc.), per chi cerca un’analisi granulare dei rendimenti che vada oltre le opzioni di visualizzazione standard presenti nell’applicazione.
Password più lunghe
Trade Republic ha deciso di superare i limiti di sicurezza del classico codice numerico consentendo ora di impostare una password personalizzata lunga fino a 20 caratteri. La nuova misura di sicurezza supporta l’uso di lettere, numeri e simboli, un livello di protezione sensibilmente più alto rispetto al tradizionale PIN a quattro cifre.
Autenticazione a due fattori
Il fronte della sicurezza viene completato dall’attivazione della doppia autenticazione (2FA). Gli investitori hanno ora la possibilità di collegare un’applicazione di autenticazione esterna (come Google Authenticator) al proprio profilo Trade Republic.
Una volta configurata, ogni accesso da un nuovo dispositivo o browser richiederà l’inserimento di un codice univoco di 6 cifre generato dall’app esterna. L’autenticazione a due fattori resta comunque facoltativa.
What’s next
Nelle scorse settimane, Trade Republic aveva annunciato un investimento in supporto clienti umano 24/7 al telefono e la creazione del Consiglio dei clienti, un pool di persone disposte a comunicare con la banca con suggerimenti e richieste.
La fintech è molta attenta ai feedback degli utenti, e alcune richieste da parte della community sono già state avanzate. Uno dei desideri più frequenti è l’introduzione di un grafico combinato che mostri contemporaneamente l’andamento della liquidità e degli investimenti.
In cantiere potrebbero esserci anche l’inserimento di ordini “limit” e “stop” anche alle azioni frazionate, dato che al momento il sistema supporta solo i numeri interi.
Per quanto riguarda il mercato italiano, gli utenti chiedono a Trade Republic una gestione più fluida della fiscalità, con la possibilità di avere rendiconti pre-compilati ancora più precisi o sistemi di accantonamento automatico per le imposte, simili a quanto offerto da alcuni concorrenti diretti (Scalable, Interactive Brokers).
Infine, sul piano dell’usabilità della sicurezza, qualcuno ha proposto di rendere la 2FA meno invasiva: l’idea sarebbe quella di richiedere il codice solo per i nuovi accessi da browser o dispositivi sconosciuti, lasciando che il riconoscimento biometrico (FaceID o impronta digitale) sia sufficiente per l’utilizzo quotidiano sul proprio smartphone personale.
