Finanza Digitale, Pacchetto UE per regolare e sviluppare il mercato fintech

La Commissione Europea fa la sua parte per lo sviluppo della tecno-finanza nel continente. Pronto il Pacchetto Finanza Digitale per regolamentare il settore fintech e i criptoasset

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Il progresso tecnologico ha segnato dei cambiamenti epocali in molte sfere delle nostre vite, compresa l’economia. Il modo in cui paghiamo, gestiamo il denaro, investiamo i risparmi: ogni operazione passa (quasi) interamente dai canali digitali.

Internet ha stravolto i vecchi paradigmi finanziari, aprendo mondi inesplorati: digital banking, trading online, blockchain e crypto asset. Universi in espansione che molti privati stanno esplorando e le istituzioni stanno gradualmente provando a regolamentare.

L’Unione Europea, ad esempio, ha scelto di legittimare la nuova era della Finanza Digitale varando un pacchetto di norme volte a favorire il progresso e tutelare gli interessi dei suoi cittadini.

Cos’è la Tecno-finanza

Ha tanti nomi: fintech, tecnofinanza o anche digital finance, ma il signifato è sempre lo stesso. Il fenomeno dirompente della finanza digitale consiste nell’applicare le tecnologie più avanzate al mondo dei servizi finanziari.

tecnofinanza fintech

La tecno-finanza sta entrando nelle nostre vite permeando tutte le aree della gestione del denaro: pagamenti, investimenti, risparmi, prestiti, contratti e così via.

Se fai un acquisto su un e-commerce stai usando un servizio fintech. Se paghi un caffè con Satispay, fai un bonifico dalla tua mobile bank, chiedi un prestito online o investi in Bitcoin, devi sempre ringraziare lo sviluppo della finanza digitale.

Anche se la contaminazione ha già avuto inizio negli anni Novanta, l’adozione di servizi finanziari digitali ha subito un boost esponenziale con lo scoppio della pandemia.

Le restrizioni hanno imposto la sostituzione dei classici servizi allo sportello, potenziando quelli da casa e spingendo le aziende finance a investire in infrastrutture, app, cloud e strumenti avanzati per aumentare la propria clientela.

Non solo. Il boom di interesse intorno ai mercati e ai cryptoasset ha agevolato lo sviluppo di nuove tecnologie:

  • piattaforme di investimento online;
  • wallet digitali;
  • software e app di home banking e mobile banking;
  • piattaforme di crowdfunding;
  • peer-to-peer lending;
  • exchange di criptovalute;
  • infrastrutture cloud;
  • spazi virtuali in realtà aumentata (metaverso);
  • forme di arte digitale (NFT);
  • robot e sistemi di intelligenza artificiale;
  • sistemi di cybersecurity.

Europa e Fintech: il pacchetto per la transizione digitale

Applicare tecnologie innovative alle attività finanziarie richiede, ovviamente, un ammodernamento anche delle leggi e della regolamentazione.

europa ue

È questo l’obiettivo dell’Unione Europea, che il 24 settembre 2020, con il Pacchetto finanza digitale (qui in versione .pdf), punta a dare delle linee guida solide, etiche e affidabili.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha spiegato:

I valori su cui poggerà lo sviluppo digitale europeo non saranno un vincolo né una limitazione allo sviluppo delle nostre imprese. Al contrario, potranno godere di un vantaggio competitivo globale derivante da tecnologie che rispettino le libertà fondamentali, cloud in cui i dati siano conservati e crittografati in modo sicuro e un’intelligenza artificiale sicura, etica e affidabile.

Tre sono gli obiettivi dichiarati del Pacchetto finanza digitale:

  1. stimolare la competitività, e quindi lo sviluppo di nuove tecnologie fintech;
  2. offrire la più ampia scelta di servizi possibili a privati ed imprese europei;
  3. proteggere i consumatori e la stabilità finanziaria della UE.

Com’è strutturato il Pacchetto Finanza Digitale

L’articolato pacchetto di misure proposte dalla Commissione europea per il sostegno allo sviluppo della tecnofinanza corre su due binari:

  1. Strategia per la finanza digitale, che a sua volta si dirama in cripto-attività e Resilienza operativa digitale;
  2. Strategia per i pagamenti al dettaglio.

La strategia in materia di finanza digitale mira allo sviluppo della concorrenza e dell’innovazione finanziaria in Europa, rispettando i vincoli di cybersicurezza e della protezione dati.

La strategia dei pagamenti al dettaglio, invece, punta a diffondere l’utilizzo di sistemi di pagamento istantanei e smart.

pacchetto finanza digitale
Fonte: Camera dei Deputati su elaborazioni Ufficio rapporti UE

Regolamento MiCA per la Tecno-finanza europea

Uno degli aspetti più interessanti del pacchetto europeo di regole è la proposta del cosiddetto Regolamento MiCA, che sta per Markets in Crypto-asset.

Con il MiCA, il Consiglio mira alla creazione di un quadro di norme per sostenere le innovazioni sul mercato dei crypto asset tutelando allo stesso tempo gli interessi degli investitori e la stabilità dei mercati.

In particolare, il regolamento intende:

  • fornire degli standard normativi per i fornitori dei servizi di cryptoassets non regolamentati dalla legge europea, incluse le stablecoin;
  • tracciare i confini di un regime temporaneo per permettere alle infrastrutture del mercato europeo che operano con tecnologie DLT (distributed ledger technology, blockchain inclusa) di iniziare a negoziare in uno spazio pilota.

Pacchetto Finanza Digitale UE: focus sulle Criptovalute

Con il suo pacchetto di innovazione fintech, l’Unione Europea vuole favorire anche lo sviluppo e l’adozione di tecnologie blockchain e progetti legati ai cryptoasset.

Le criptovalute stanno ormai penetrando l’intero mercato finanziario. Se per la maggior parte dei privati le valute digitali restano una forma di investimento speculativa, per alcune imprese i soggetti istituzionali i crypto asset stanno diventando strumenti operativi.

Molte banche e società hanno implementato tecnologie blockchain basate su token crypto per offrire nuovi servizi o esplorare nuove possibilità di business. Il mondo dei crypto asset porta con sé diversi vantaggi, dalla riduzione dei costi all’aumento della sicurezza e della trasparenza.

In passato, l’uso delle criptovalute come forma alternativa al denaro direttamente controllabile dalle banche centrali aveva destato perplessità nel mondo della finanza tradizionale.

criptovalute bitcoin finanza digitale

La crescita di valore del Bitcoin e delle altre valute virtuali (Ethereum, Litecoin, Ripple, Cardano, etc.) ha tuttavia messo le istituzioni di fronte al dovere di legittimare il cripto cosmo e la sua complessità.

Piuttosto che combattere l’innovazione, stati e banche hanno iniziato ad accoglierla e a ragionare su come gestirla al meglio.

Istituti di pagamento come PayPal, Mastercard e Visa hanno aperto le porte alle transazioni in criptovalute, spianando la strada all’adozione dei cripto-asset su larga scala.

Questo ha favorito lo sviluppo delle stablecoin, valute digitali ancorate al valore di un riferimento esterno, delle cosiddette criptovalute DeFi, legate a progetti di finanza decentralizzata, e a tante altre cripto monete virtuali di proprietà di società tecnologiche (es. Binance Coin di Binance, Diem di Facebook, Cronos di Crypto.com ecc.).

Verso un euro digitale

La rivoluzione delle cripto nel mondo dei pagamenti e degli investimenti pone l’Unione europea (e molti altri Paesi) di fronte a un ragionamento: creare una valuta digitale ufficiale garantita dalle banche centrali.

L’ipotesi di un euro digitale, ma anche di un dollaro e di uno yuan, ha preso forma negli ultimi mesi con una consultazione pubblica per sondare il terreno.

L’euro virtuale non andrà a sostituire il contante, ma ad affiancarlo, come si legge nella pagina ufficiale del progetto sul sito della Banca Centrale Europea.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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