eToro voleva comprarsi Moneyfarm, ma non ci è riuscito

La piattaforma di trading israeliana avrebbe offerto tra 250 e 300 milioni di euro per acquisire la società fondata in Italia nel 2011. Moneyfarm ha rifiutato perché considera la valutazione troppo bassa. Le due aziende sono già partner nel Regno Unito.

Pubblicato il 29 Ottobre 2026 6 min di lettura
etoro moneyfarm

eToro, una delle più conosciute piattaforme di trading online, ha provato a comprare Moneyfarm, la società di gestione degli investimenti fondata in Italia nel 2011 da Giovanni Daprà e Paolo Galvani. Ma la proposta non è andata a buon fine: Moneyfarm avrebbe giudicato insufficiente l’offerta, compresa tra 250 e 300 milioni di euro, e avrebbe deciso di non proseguire le trattative.

La notizia è stata riportata da Bloomberg il 23 ottobre, sulla base delle informazioni raccolte da alcune persone a conoscenza dei negoziati, che si sarebbero svolti nei mesi precedenti. Non ci sono state conferme ufficiali da parte delle società. Moneyfarm ha preferito non commentare, mentre un portavoce di eToro ha detto che il gruppo non commenta le indiscrezioni di mercato e continua a valutare opportunità di crescita anche attraverso acquisizioni.

Il tentativo è interessante soprattutto perché eToro e Moneyfarm lavorano già insieme. Nel Regno Unito, dove entrambe hanno una presenza importante, eToro permette ai propri clienti di utilizzare alcuni prodotti di investimento gestiti da Moneyfarm. Un’acquisizione avrebbe quindi trasformato un rapporto commerciale in un’integrazione societaria.

Perché Moneyfarm avrebbe rifiutato l’offerta

Il principale ostacolo sarebbe stato il prezzo. Per capire perché, bisogna considerare quanto valeva Moneyfarm nelle precedenti operazioni di finanziamento e come sono cambiati i suoi risultati negli ultimi anni.

Nel gennaio del 2022 la società aveva raccolto 53 milioni di euro in un aumento di capitale guidato dal gruppo finanziario britannico M&G, al quale aveva partecipato anche Poste Italiane. L’operazione aveva attribuito a Moneyfarm una valutazione di 325 milioni di euro prima dell’ingresso dei nuovi capitali, superiore quindi alla cifra che eToro avrebbe proposto quest’anno.

Le valutazioni ottenute attraverso un aumento di capitale non sono direttamente confrontabili con quelle di un’acquisizione, anche perché possono cambiare i diritti economici delle diverse categorie di azionisti. Resta però il fatto che, secondo le indiscrezioni, la proposta di eToro sarebbe stata inferiore a quella di un finanziamento concluso quasi cinque anni prima.

Da allora Moneyfarm è cresciuta parecchio. Secondo i dati pubblicati dalla società a settembre, alla fine del primo semestre del 2026 il valore complessivo degli investimenti amministrati e gestiti aveva superato gli 8,7 miliardi di euro, il 33% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I clienti attivi erano oltre 190.000, in crescita del 14%.

Nei primi sei mesi dell’anno Moneyfarm aveva inoltre raccolto un miliardo di euro di nuovi investimenti netti, l’84% in più rispetto al primo semestre precedente, e acquisito circa 25.000 nuovi clienti attivi.

Anche la situazione economica è migliorata. Dopo anni di investimenti per sviluppare la piattaforma ed espandersi all’estero, Moneyfarm ha comunicato di aver raggiunto il break-even nel luglio del 2025, cioè il punto in cui ricavi e costi si equivalgono. Secondo la società, la marginalità è rimasta positiva per tutto il primo semestre del 2026.

Questi risultati aiutano a spiegare perché una valutazione inferiore a quella del 2022 potesse essere considerata poco soddisfacente, anche se non sono note le considerazioni specifiche degli azionisti durante le trattative.

Cosa c’entra eToro con Moneyfarm

eToro è stata fondata in Israele nel 2007 ed è diventata conosciuta soprattutto per il cosiddetto social trading, un sistema che permette agli utenti di seguire e replicare le strategie di investimento di altri operatori. Negli anni ha ampliato i propri servizi e oggi permette di investire in azioni, ETF, criptovalute e altri strumenti finanziari. Dal maggio del 2025 è quotata al Nasdaq, la borsa statunitense dove sono presenti molte delle principali società tecnologiche.

Moneyfarm ha invece un modello di partenza diverso. Si occupa principalmente di gestione patrimoniale digitale: i clienti affidano il proprio denaro a portafogli costruiti e gestiti da professionisti, sulla base dei loro obiettivi e della propensione al rischio. Negli ultimi anni la società ha ampliato l’offerta anche agli investimenti autonomi e alla previdenza, soprattutto nel mercato britannico.

Le due aziende hanno quindi attività in parte complementari, e hanno già cominciato a sfruttare questa complementarità attraverso una collaborazione commerciale.

Nel Regno Unito eToro offre ai propri clienti conti di investimento ISA gestiti attraverso Moneyfarm. Gli ISA sono strumenti di risparmio britannici che permettono di investire beneficiando di particolari agevolazioni fiscali, entro i limiti previsti dalla normativa locale.

Nel caso dei conti gestiti, Moneyfarm mette a disposizione la tecnologia, costruisce i portafogli, prende le decisioni di investimento e mantiene il rapporto con i clienti. eToro permette di accedere al servizio attraverso la propria piattaforma.

Per eToro, comprare Moneyfarm avrebbe significato acquisire direttamente queste competenze e una struttura già operativa nel risparmio gestito europeo, senza dover sviluppare da zero tutti i servizi necessari.

Le acquisizioni delle due società

L’interesse di eToro arriva in un periodo in cui entrambe le aziende hanno utilizzato le acquisizioni per ampliare le proprie attività.

Moneyfarm ha rafforzato soprattutto la presenza nel Regno Unito. Nel 2021 ha acquisito il portafoglio clienti britannico della società canadese Wealthsimple, mentre nel 2022 ha comprato Profile Pensions, una piattaforma specializzata nella gestione e nella consulenza sui risparmi pensionistici.

Nel dicembre del 2024 ha poi annunciato l’acquisizione di Willis Owen, una società britannica attiva negli investimenti dal 1982, che amministrava circa 680 milioni di sterline. L’operazione ha permesso a Moneyfarm di sviluppare ulteriormente anche i servizi per chi preferisce scegliere e gestire autonomamente i propri investimenti.

eToro, dal canto suo, sta cercando di crescere soprattutto attraverso l’espansione geografica e l’allargamento dei servizi di trading.

L’11 agosto del 2026 ha annunciato un accordo per acquisire TradeZero, un broker online specializzato nei servizi per i trader più attivi, con una presenza negli Stati Uniti e in Canada. L’operazione prevede un corrispettivo massimo di 231 milioni di dollari e dovrebbe permettere a eToro di rafforzarsi sul mercato americano.

Secondo gli ultimi dati operativi pubblicati a settembre, ad agosto eToro aveva 4,36 milioni di conti finanziati, il 18% in più rispetto a un anno prima, e amministrava attività per 20,2 miliardi di dollari.

L’eventuale acquisizione di Moneyfarm avrebbe seguito una logica diversa da quella di TradeZero: anziché rafforzare soprattutto i servizi di trading, eToro avrebbe potuto sviluppare la gestione professionale del risparmio, un’attività nella quale il rapporto con i clienti tende a essere più continuativo e meno legato alle singole operazioni di compravendita.

Per ora, comunque, non risulta che le trattative siano riprese. Secondo quanto ricostruito anche da BeBeez, non ci sono indicazioni pubbliche su una possibile nuova offerta da parte di eToro né sull’esistenza di negoziati con altri potenziali acquirenti. La collaborazione commerciale tra le due aziende nel Regno Unito, invece, rimane in essere.

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A cura di
Jacopo Curletto
Autore
Jacopo Curletto
Giornalista pubblicista

Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica, master in Economic & Financial Journalism, esperto di finanza personale, economia e fintech. Curo i contenuti di Finanzadigitale dal 2022. Leggi la bio

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Ultima revisione: 29 Ottobre 2026 Come lavora la redazione

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