Revolut ha superato i 6 milioni di clienti in Italia. Il dato è stato annunciato venerdì 9 ottobre e arriva poco più di quattro mesi dopo il precedente traguardo: a fine maggio la banca digitale aveva comunicato di aver raggiunto i 5 milioni di clienti.
La base italiana è quindi aumentata di circa il 20% nel giro di pochi mesi. Non a caso, secondo Revolut, l’Italia è ora il suo quarto mercato al mondo per numero di clienti. A livello globale la società dichiara di averne oltre 80 milioni, contro i 70 milioni superati a maggio.
Più del numero complessivo di utenti, però, i dati diffusi dall’azienda servono a capire come sta cambiando l’uso di Revolut, banca online di nuova generazione, nel nostro Paese. Negli ultimi 12 mesi i pagamenti con carta sono cresciuti del 113% e il numero di clienti che riceve lo stipendio sul conto è aumentato del 116%. I saldi detenuti nei prodotti di risparmio hanno superato 1,2 miliardi di euro, con una crescita del 288% rispetto a un anno prima.
Sono indicatori che Revolut usa per sostenere che una parte crescente dei clienti italiani non utilizza più il servizio soprattutto per pagamenti all’estero o cambio valuta, come avveniva più spesso nei primi anni, ma come conto bancario per le operazioni di tutti i giorni.
A favorire questo passaggio è arrivata anche la maggiore localizzazione dell’offerta. Nel dicembre del 2024 Revolut ha aperto la succursale bancaria italiana e ha iniziato a fornire IBAN italiani ai nuovi clienti, e da gennaio 2025 è partita anche la migrazione dei clienti esistenti dagli IBAN lituani. La succursale è iscritta nel registro delle banche della Banca d’Italia, quindi si è messa al pari degli storici istituti bancari italiani.
«Stiamo anche assistendo a una crescita eccezionale nel modo in cui i clienti utilizzano i nostri servizi, dall’accredito dello stipendio ai risparmi», ha detto Nicola Vicino, General Manager di Revolut Bank UAB, Succursale Italiana, che aggiunge: «Vogliamo che Revolut diventi la prima banca in Italia».
Dai pagamenti F24 agli addebiti diretti
Nel corso del 2026 Revolut ha aggiunto alcune funzioni pensate specificamente per il mercato italiano. Tra queste c’è il pagamento dei modelli F24 direttamente dall’app, che risulta attualmente disponibile anche nella documentazione ufficiale del servizio.
Meno chiara è invece la situazione del sistema SEDA, il protocollo utilizzato in Italia da molti fornitori per gestire gli addebiti diretti. Revolut ha annunciato l’integrazione SEDA tra le novità introdotte nel 2026, ma una pagina del suo centro assistenza consultata nello stesso periodo dice però ancora che il team tecnico sta lavorando all’integrazione dello standard e che alcuni addebiti diretti possono incontrare problemi con determinati fornitori italiani.
La discrepanza potrebbe dipendere da un aggiornamento non ancora recepito nella documentazione online, ma in rete alcuni sembrano ancora riscontrare qualche problema con alcune società (telefonia, finanziamenti, ecc.).
Oltre 62.000 aziende usano Revolut Business
La crescita italiana riguarda anche Revolut Business, il servizio rivolto alle imprese. Secondo i dati forniti dalla società, i clienti aziendali in Italia sono più di 62.000, il 36% in più rispetto a un anno fa. L’Italia sarebbe così diventata il secondo mercato di Revolut Business dopo il Regno Unito e, nell’ultimo anno, quello che ha acquisito più nuovi clienti aziendali nell’Unione Europea.
Cresce rapidamente anche Revolut Pay, il sistema che permette di pagare direttamente attraverso un conto Revolut o, in alcuni casi, con una carta: il numero di utenti italiani sarebbe quasi quadruplicato in un anno. Il servizio è oggi accettato, secondo il sito della società, in oltre 20.000 negozi.
Rimborso per il furto dei dati
Intanto, sulla vicenda del furto dei dati, la banca online ha annunciato che coprirà le spese di rinnovo dei documenti d’identità per i clienti colpiti. La frode era avvenuta dopo che alcuni hacker hanno raggirato la società utilizzando un indirizzo di posta elettronica della polizia di Reggio Calabria, chiedendo l’invio dei dati personali di centinaia di 680 clienti.
Secondo Béatrice Cossa-Dumurgier, CEO di Revolut per l’Europa occidentale, l’azienda ha commesso un errore umano ma operato in piena correttezza. I sistemi interni di Revolut non hanno subito alcuna violazione diretta, e ha aggiunto che le agenzie governative sono talvolta l’anello debole della catena di sicurezza.
