Wise sotto indagine in Belgio per presunto riciclaggio

La procura di Bruxelles indaga sulle attività europee della fintech per il mancato controllo sull'identità dei clienti. La notizia ha provocato un crollo del titolo in borsa.

Pubblicato il 3 Giugno 2026 3 min di lettura
wise

La procura di Bruxelles ha avviato un’indagine formale nei confronti di Wise, la fintech britannica specializzata nei trasferimenti di denaro internazionali, per il sospetto che i suoi conti europei siano stati utilizzati per attività di riciclaggio.

L’inchiesta si concentra in particolare sulle operazioni della divisione europea della società, che ha sede proprio in Belgio, e non tocca invece le attività del Regno Unito. Secondo i magistrati belgi, le verifiche si trovano ormai in una fase avanzata e vicina alla conclusione.

Il crollo in borsa

I sospetti sono emersi in seguito a un’inchiesta giornalistica del Bureau of Investigative Journalism, secondo cui la piattaforma sarebbe stata coinvolta nel transito di circa 500 milioni di euro in operazioni sospette distribuite in 30 paesi europei.

Un portavoce della procura di Bruxelles sentito dalla BBC ha spiegato alla stampa che i rilievi riguardano l’uso delle posizioni finanziarie di Wise per scopi criminali, una situazione che indicherebbe una violazione delle leggi antiriciclaggio dovuta alla mancata identificazione dei clienti e delle loro attività economiche.

La diffusione della notizia ha spaventato i mercati e ha innescato una forte ondata di vendite sui titoli della società, quotata sia a Londra sia a New York. Il 1 giugno le azioni hanno registrato un calo del 17,5% in una sola seduta, e questo movimento ha cancellato oltre un miliardo di sterline di capitalizzazione.

La risposta della società

I vertici di Wise hanno confermato la collaborazione con l’ufficio del procuratore di Bruxelles per rispondere alle richieste di informazioni, un’attività che l’azienda definisce ordinaria nel rapporto con i regolatori e le forze dell’ordine. In una nota ufficiale la fintech ha precisato di non aver ancora ricevuto la notifica di contestazioni specifiche, perciò ritiene prematuro commentare le accuse.

La società ha spiegato che, come qualsiasi istituto finanziario, deve fare i conti con malintenzionati sempre più sofisticati che tentano di sfruttare l’applicazione, ma ha ribadito di considerare la lotta alla criminalità finanziaria una priorità assoluta, tanto che circa un terzo del personale globale lavora proprio nell’area della conformità normativa. Wise conta oggi più di 19 milioni di clienti in tutto il mondo e gestisce una media di 4,7 milioni di transazioni al giorno.

I precedenti normativi

La società non è nuova a contestazioni da parte delle autorità di vigilanza. Già nel 2024 il Financial Times aveva riportato che la Banca Nazionale del Belgio aveva chiesto a Wise di migliorare i propri processi interni, dopo aver scoperto che la piattaforma non disponeva della prova di indirizzo di centinaia di migliaia di utenti.

In più, lo scorso anno l’azienda ha pagato una sanzione da 4,2 milioni di dollari a sei stati americani per violazioni legate alle norme antiriciclaggio, una sanzione che si aggiunge a quella da 360.000 dollari inflitta nel 2022 dal regolatore finanziario di Abu Dhabi.

In ognuna di queste occasioni Wise ha successivamente espresso di aver risolto i problemi sollevati dalle autorità, ma i nuovi sviluppi belgi riaccendono i riflettori sulla solidità dei sistemi di controllo interni.

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A cura di
Jacopo Curletto
Autore
Jacopo Curletto
Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica

Giornalista pubblicista con laurea in Economia e Statistica, master in Economic & Financial Journalism, esperto di finanza personale, economia e fintech. Curo i contenuti di Finanzadigitale dal 2022. Leggi la bio

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Ultima revisione: 3 Giugno 2026 Come lavora la redazione