Banca Carige chiude: cosa succederà ai conti dei correntisti?

La storica banca italiana è stata acquisita da Banca BPER, con conseguenti novità sulle strategie economiche e sociali del gruppo bancario. Che succede ora ai conti?

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Dopo aver ottenuto l’ok dalla BCE, il 3 giugno BPER Banca ha acquisito quasi l’80% di Banca Carige, tra le più antiche e migliori banche italiane, la cui fondazione è datata 1483.

Banca Carige, posseduta da FITD, Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi, si appresta pertanto a vivere un periodo di rivoluzione interna, volta a migliorare con la nuova acquisizione sia la presenza strategica su tutto il territorio nazionale che l’offerta ai clienti, sotto la guida di BPER Banca.

Secondo quanto dichiarato agli organi di stampa dall’Amministratore Delegato Piero Luigi Montani, l’ingresso di Banca Carige all’interno del Gruppo BPER è il risultato finale di una trattativa iniziata alla fine dello scorso anno e conclusasi positivamente.

Lo stesso Montani sostiene che l’acquisizione di Banca Carige consentirà a BPER di ramificarsi su quelle zone poco coperte dal gruppo bancario, con l’obiettivo di registrare un +20% di nuovi clienti, raggiungendo quota 5 milioni.


I termini dell’accordo tra BPER e Carige

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Dopo aver ottenuto l’autorizzazione a procedere dalla BCE e dall’AGCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, BPER Banca ha rispettato gli accordi che prevedono il versamento della somma pari ad 1 euro per ottenere una partecipazione pari al 79,418%.

L’accordo implica un corrispettivo a carico di FITD che detiene Banca Carige a beneficio di quest’ultima che ammonta a 530 milioni di euro in conto capitale.

L’accordo prevede inoltre la surroga di FITD e il subentro di BPER nel prestito garantito da Banca Carige che ammonta a 5 milioni di euro.

Infine, la restante parte della transazione prevede un’offerta obbligatoria su 156.568.928 azioni ordinarie che corrispondono al 20,5% dell’intero capitale sociale di Banca Carige.

Contestualmente, BPER Banca ha anche trovato un accordo con Banco Desio per il trasferimento di alcune ramificazioni di Banco di Sardegna, oltre a 40 sportelli detenute da Banca Carige e 5 sportelli di Unipol Banca di cui fa parte BPER.

Nello specifico, la cessione di BPER Banca a Banco Desio prevede 19 filiali in liguria, 8 in Sardegna, 7 in Emilia Romagna, 5 nel Lazio e 4 in Toscana, per un totale di 43 filiali.

All’avvenuto closing previsto nel 2023, Banco Desio verserà nelle casse di BPER Banca un corrispettivo pari a 10 milioni di euro.

Quali novità dopo l’accordo BPER – Carige

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L’accordo sottoscritto tra BPER e Banca Carige potrebbe produrre un significativo impatto sulle industrie, sulle imprese e sulle famiglie italiane, su cui BPER pone la massima attenzione.

L’obiettivo di BPER Banca è quello di produrre una ramificazione più strategica su tutto il territorio nazionale, in particolare modo in quelle zone dove le filiali non sono ancora oggi opportunamente dislocate.

Inoltre, secondo quanto dichiarato agli organi di stampa dall’Amministratore Delegato di BPER Banca, Piero Luigi Montani, l’acquisizione di Banca Carige potrebbe incrementare la clientela del 20% ottenendo di conseguenza un aumento dei clienti che potrebbe attestarsi a 5 milioni di correntisti.

L’obiettivo di BPER Banca è l’ottenimento di una maggiore espansione economica grazie proprio all’acquisizione di Banca Carige, storicamente rinomata e strategicamente presente su buona parte della penisola, soprattutto in Liguria.


Banca Carige chiude, cosa devono fare i correntisti?

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Sono previste modifiche che riguardano i correntisti e cosa succederà dopo l’acquisizione di Banca Carige?

I correntisti non subiranno di base nessuna conseguenza, in quanto verrà applicato il criterio di subentro di tutti i contratti.

Tuttavia non si può escludere il fatto che BPER possa inviare richieste di modifiche unilaterali dei contratti precedentemente sottoscritti.

Ovviamente ogni cliente avrà facoltà di leggere la proposta di modifica ed accettarla oppure rifiutarla, procedendo liberamente alla rescissione del contratto e all’apertura di un altro conto corrente.

L’acquisizione non comporta nessun problema relativo ai risparmi dei clienti e ad eventuali investimenti effettuati, che verranno trasferiti senza alcuna modifica.

Tuttavia, anche in questo caso, è possibile che venga inoltrata al cliente una proposta di modifica unilaterale che potrebbe prevedere cambiamenti.

Anche per quanto riguarda gli assegni, potranno essere utilizzati sempre, finché non verrà modificato l’IBAN.

I correntisti che hanno ottenuto l’accesso a prestiti o mutui, non subiranno nessuna variazione se hanno sottoscritto contratti a tasso fisso, mentre coloro i quali hanno scelto il tasso variabile potrebbero essere soggetti ad eventuali modifiche.

Luca Conti

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente. Collabora con Finanza Digitale curando i contenuti dedicati al trading.

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