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Patrimoniale 2026: come funziona la nuova proposta e chi colpisce veramente

L'analisi dettagliata della proposta di legge popolare per un'imposta progressiva sui patrimoni sopra i 2 milioni di euro e l'impatto della riforma del catasto.

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Il comitato “1%equo” ha depositato in Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a introdurre una imposta patrimoniale annuale e progressiva in Italia. La misura punta a colpire esclusivamente la “quota eccedente” dei grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, e si inserisce in un contesto fiscale già teso per l’avvio della riforma del catasto 2026.

Obiettivo dichiarato: trovare risorse (fino a 60 miliardi di euro) da destinare a sanità, istruzione e riduzione dell’Irpef, ma la discussione accende il dibattito sulla tutela del risparmio.

Cos’è la patrimoniale

La patrimoniale è un’imposta calcolata sulla ricchezza netta (immobili, conti, investimenti) posseduta in un dato momento, anziché sul reddito annuo prodotto.

A differenza delle imposte sui redditi (come l’Irpef), la patrimoniale incide sullo “stock” di beni. In Italia ne esistono già diverse forme “occulte” o settoriali: l’IMU per gli immobili, l’imposta di bollo sui conti correnti (34,20 euro oltre i 5.000 euro di giacenza) e l’IVAFE per le attività finanziarie detenute all’estero.

La nuova proposta 2026, tuttavia, dovrebbe essere una sintesi organica per colpire la somma complessiva delle proprietà, dalle case ai portafogli titoli, superata una specifica soglia di esenzione.

La storia della patrimoniale in Italia

Dalla tassa Nitti del 1919 al prelievo forzoso di Amato del 1992, l’Italia ha utilizzato imposte straordinarie per risanare i conti dopo crisi o guerre.

L’episodio più celebre e temuto dai correntisti resta quello del Governo Amato. Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1992, un decreto d’urgenza autorizzò il prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti e libretti postali. Prima di allora, già nel 1919 il Governo Nitti introdusse un’imposta straordinaria per far fronte ai debiti della Grande Guerra.

Negli anni successivi, interventi simili sono stati trasformati da “una tantum” a strutturali, come accaduto con l’ISI del 1993, diventata poi l’attuale IMU.

La nuova proposta di legge sui grandi patrimoni

La proposta 1%equo prevede un’imposta annuale progressiva con aliquote dall’1% al 3,5% applicate solo sulla parte di patrimonio superiore ai 2 milioni.

Il testo stabilisce una soglia di sbarramento molto alta: solo chi possiede più di 2 milioni di euro (netti) viene coinvolto. La progressività è suddivisa in scaglioni:

  • 1% per la quota compresa tra 2 e 5 milioni di euro;
  • 1,7% per la quota tra 5 e 8 milioni;
  • 2,1% tra 8 e 20 milioni;
  • 3,5% per la parte eccedente i 20 milioni.

La proposta include anche un allineamento delle imposte di successione alla media europea, stimando un gettito aggiuntivo tra i 5,5 e gli 8 miliardi di euro.

Simulazioni: chi e quanto si pagherebbe

Un contribuente con 2,5 milioni di euro pagherebbe 5.000 euro l’anno, mentre per un patrimonio di 6 milioni l’imposta salirebbe a 47.000 euro.

Per capire l’impatto reale, bisogna calcolare l’imposta solo sull’eccedenza rispetto ai primi 2 milioni esenti.

  • esempio A (patrimonio di 2.500.000 euro): l’imposta si applica solo su 500.000 euro con aliquota all’1%, totale 5.000 euro;
  • esempio B (patrimonio di 6.000.000 euro): si pagherebbe l’1% sui primi 3 milioni eccedenti (30.000 euro) più l’1,7% sul milione restante (17.000 euro), totale 47.000 euro;
  • esempio C (patrimonio di 25.000.000 euro): l’imposta colpirebbe pesantemente l’ultimo scaglione al 3,5%, portando il prelievo complessivo sopra i 500.000 euro annui.

La riforma del catasto 2026, una mini-patrimoniale

L’aggiornamento delle rendite catastali ai valori di mercato OMI aumenta la base imponibile dell’IMU, producendo un incremento del prelievo fiscale.

Entro il 2026, il sistema catastale italiano subirà una revisione profonda per correggere le anomalie tra valori fiscali e valori reali di mercato. Questo allineamento comporterà, per molti immobili situati nei centri storici o in zone di pregio, un balzo della rendita.

Anche se le aliquote comunali restassero invariate, il possessore di immobile pagherebbe più tasse perché il “valore” su cui esse sono calcolate è più alto. Di fatto, è una patrimoniale immobiliare che agisce in modo automatico e non dichiarato.

Come difendersi dalla patrimoniale (legalmente)

La protezione del capitale passa per la diversificazione in strumenti non pignorabili o l’uso di trust, pur considerando il monitoraggio fiscale globale.

Aggirare una patrimoniale è estremamente complesso, perché oggi gli strumenti nelle mani del fisco sono molto potenti e interconnessi (es. lo scambio automatico di informazioni, CRS, tra banche internazionali). Detto questo, esistono strategie di pianificazione perfettamente legali che non prevedono di spostare soldi in Svizzera o in altri paradisi fiscali:

Le polizze vita Unit-Linked, ad esempio, sono spesso considerate impignorabili e insequestrabili, e possono offrire uno scudo fiscale parziale. Altro tipo di strumento è il fondo patrimoniale, trust: viene usato per segregare i beni, ma non è sempre efficaci contro le imposte dirette sulla proprietà se non strutturato per tempo.

Alternativa meno burocratica è l’investimenti in beni rifugio, come oro fisico o opere d’arte. Anche se sono soggetti a monitoraggio nel quadro RW, i beni mobili hanno una valutazione meno immediata rispetto a un conto corrente.

Spostare semplicemente la liquidità all’estero non serve: l’IVAFE (imposta sulle attività finanziarie all’estero) è speculare a quella italiana.

    Domande frequenti

    La patrimoniale 2026 colpirà la prima casa?

    Nella proposta di legge popolare, la soglia di 2 milioni di euro è calcolata sul patrimonio netto totale. Se la prima casa contribuisce a superare tale soglia, l’eccedenza verrà tassata. Attualmente, però, l’IMU sulla prima casa resta abolita (salvo immobili di lusso).

    Esiste un rischio di prelievo forzoso immediato?

    Ad oggi non ci sono decreti governativi in tal senso. La proposta in Cassazione deve ancora raccogliere le 50.000 firme necessarie per iniziare l’iter parlamentare, che si preannuncia lungo e incerto.

    Come viene calcolato il patrimonio netto?

    Il patrimonio netto è la somma di tutti gli asset (case, conti, azioni, obbligazioni, criptovalute) meno le passività (mutui o debiti residui contratti per l’acquisto di tali beni).

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    3 commenti su “Patrimoniale 2026: come funziona la nuova proposta e chi colpisce veramente”

    1. se tutti avessimo fatto meno i ricchi oggi avremmo tutti …. e meno debiti …. e cosi’ chi paga e’ chi non ha goduto… roba da matti….

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      • No, se tutti lavorassero in Italia si risolverebbero gran parte dei problemi che affliggono questo paese. Che senso ha prelevare i soldi di quei pochi italiani che lavorano per risanare i debiti pubblici. Se volessero davvero risanare quei debiti dovrebbero togliere il reddito di cittadinanza e non dare più soldi a persone che non se li meritano. Gli aiuti vanno a persone che ne hanno realmente bisogno (persone con veri problemi mentali o fisici), e chi sta bene, che si dia da fare!

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