Arabia Saudita e Russia tagliano la produzione di petrolio: vola il prezzo del greggio

Dopo l'annuncio di Riad e Mosca con il quale hanno ufficializzato la proroga sul taglio della produzione del petrolio fino alla fine dell'anno, si registra un balzo di Brent e Wti

prezzo petrolio

Arabia Saudita e Russia hanno stabilito di prorogare la produzione di petrolio fino alla fine dell’anno in corso. La notizia ha innescato un significativo rialzo dei prezzi dei carburanti.

Il taglio è pari ad 1 milioni di barili di greggio al giorno per la produzione saudita, mentre la Russia ha deciso di proseguire la riduzione sulla produzione del greggio a 300mila barili al giorno.

Questa mossa, che vede due dei principali produttori mondiali di petrolio unire le forze, ha avuto un impatto immediato sul mercato globale dell’energia.

Quali sono le ragioni dietro questa decisione e le possibili conseguenze? Innanzitutto il prezzo del petrolio Wti aumenta di oltre il 2% a 87,23 dollari al barile, mentre il Brent sale sopra la soglia dei 90 dollari al barile.

Arabia Saudita e Russia: due giganti del petrolio

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L’Arabia Saudita e la Russia sono due dei principali produttori di petrolio a livello internazionale e la loro produzione combinata rappresenta una quota significativa dell’offerta mondiale di petrolio.

Questo li rende attori chiave nel determinare i prezzi dei carburanti a livello globale, in comune accordo con l’Opec+, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, che ha stabilito di proseguire il taglio sulla produzione del greggio fino al prossimo anno.

La tabella seguente mostra dettagliatamente l’elenco dei Paesi, “signori del petrolio”, e la relativa produzione giornaliera di barili.

NazioneProduzione petrolio
Migliaia di barili al giorno
% sul totale
Russia9.650,414,0%
Arabia Saudita8.184,011,9%
Stati Uniti d’America5.310,17,7%
Cina3.793,05,5%
Iran3.557,15,2%
Venezuela2.878,14,2%
Messico2.601,43,8%
Iraq2.336,23,4%
Kuwait2.261,63,3%
Emirati Arabi Uniti2.241,63,2%

Dalla tabella si evince come Arabia Saudita e Russia rappresentino da sole quasi il 26% della produzione mondiale di petrolio.

Per tale motivo, la loro mossa è stata vista come una decisione strategica per stabilizzare i prezzi del petrolio, fortemente influenzati durante l’ultimo periodo pandemico.

Riducendo l’offerta, l’Arabia Saudita e la Russia sperano di equilibrare il mercato e di innescare un rialzo dei prezzi dei carburanti.

In particolar modo, l’Arabia Saudita intende finanziare Vision30, un progetto da 500 miliardi di dollari per rilanciare l’economia, incrementare l’occupazione giovanile e realizzare la città del futuro chiamata Neom.

Le conseguenze sul prezzo del petrolio

Le conseguenze sul prezzo del petrolio

Com’era prevedibile, il taglio della produzione ha avuto un impatto immediato sui prezzi dei carburanti.

Questi sono aumentati a livello globale, con conseguenze dirette per i consumatori.

Inoltre, la decisione potrebbe avere ripercussioni a lungo termine sul mercato dell’energia, influenzando le strategie di altri produttori di petrolio e potenzialmente alterando l’equilibrio del potere nel settore.

La decisione dell’Arabia Saudita e della Russia di tagliare la produzione di petrolio rappresenta di fatto un importante cambiamento nel mercato globale dell’energia.

Mentre i consumatori si trovano a dover affrontare un aumento dei prezzi dei carburanti, gli occhi del mondo sono puntati su questi due giganti che incidono significativamente sul prezzo del petrolio.

Non resta che attendere la reazione degli Usa e come si evolverà la situazione sul petrolio.

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Luca Conti

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente. Collabora con Finanza Digitale curando i contenuti dedicati al trading.

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