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Assegno di inclusione 2024 (ex RdC): come funziona, a chi spetta e come richiederlo

Il 30 novembre termina il reddito di cittadinanza, sostituito da una nuova misura di sostegno chiamata Assegno di Inclusione. Scopri come funziona, a chi spetta e come richiederlo.

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Assegno di inclusione

La data del 30 novembre 2023 segna il termine del reddito di cittadinanza (RdC), sostituito dal 1° gennaio 2024 dall’Assegno di Inclusione (AdI). Una nuova forma di sostegno sociale, economico e anche professionale, inserita nel Decreto Lavoro del 2023, a favore di famiglie con minori, disabili o con over 60, che si trovano in una condizione economica sfavorevole.

Prevede un importo in denaro a partire dai 6.000€, per una durata massima di 18 mesi, con la possibilità di riconfermarlo. Le novità rispetto al reddito di cittadinanza sono diverse, con una nuova scala di equivalenza, oltre all’obbligo di sottoscrizione di un patto digitale finalizzato a un percorso lavorativo.

In quanto strumento per contrastare la povertà e le differenze sociali, per richiederlo sono previsti dei requisiti economici, patrimoniali e personali. Scopri quello che c’è da sapere sull’Assegno di Inclusione e sulle modalità per ottenerlo.

Assegno di Inclusione INPS: cos’è

Assegno di inclusioneCaratteristiche
Cos’èSostegno economico, sociale e finanziario
Importo6.000€ fino a un massimo di 7560€
RequisitiPersonali e patrimoniali
Importo ISEENon superiore ai 9.360€
Quanto dura18 mesi
Tipologia di pagamentoMensile, attraverso Carta di Inclusione
Quando richiederloDal 1° gennaio 2024

Come per il reddito di cittadinanza, l’assegno di inclusione è finalizzato a contrastare la povertà e le disuguaglianze sociali, oltre ad offrire un supporto lavorativo con l’istituzione della nuova piattaforma telematica SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa).

In quanto tale, si rivolge a gruppi familiari che prevedono nella loro composizione almeno una delle seguenti situazioni:

  • soggetto minore;
  • presenza di uno o più individui con disabilità;
  • persone con almeno 60 anni di età;
  • presenza di soggetti inseriti in un programma di cura o di assistenza da parte dei servizi territoriali di appartenenza.

Assegno di inclusione: requisiti

Requisiti richiesti assegno di Inclusione

La composizione familiare non è l’unico elemento richiesto. Come per il reddito di cittadinanza, è necessario rientrare in specifici requisiti di natura:

  • personale;
  • economica;
  • patrimoniale.

Nel primo gruppo si fa riferimento ai requisiti del soggetto richiedente e dei componenti del nucleo familiare. È necessario:

  • per i cittadini europei, almeno un componente deve possedere un permesso di soggiorno permanente;
  • essere residente in Italia in modo continuato da almeno 5 anni, una condizione necessaria anche per i soggetti del gruppo familiare che rientrano nei parametri della nuova scala di equivalenza;
  • essere maggiorenni.

Inoltre, nessuno dei componenti deve essere stato:

  • sottoposto a misura cautelare o di prevenzione;
  • aver avuto sentenze definitive di condanna;
  • aver patteggiato per un reato penale nei 10 anni precedenti alla richiesta dell’AdI.

Requisiti economici

Il requisito economico viene identificato attraverso l ISEE. Questo deve essere pari o inferiore ai 9.360€, come per il reddito di cittadinanza. Tuttavia, la novità è quella dell’introduzione di altri requisiti economici.

Infatti, si andrà a prendere come riferimento il reddito familiare che dovrà essere inferiore ai 6.000€, moltiplicato per i nuovi parametri corrispondenti alla scala di equivalenza. Invece, per gruppi familiari composti solo da over 67, o con soggetti disabili, la soglia del reddito familiare sale a 7.560€.

Requisiti patrimoniali

Come per il reddito di cittadinanza, si prevedono anche dei requisiti patrimoniali immobiliari e mobiliari, quali:

  • valore dei beni immobili di proprietà non superiore ai 30.000€;
  • presenza di valori mobiliari (denaro, o altri beni) non superiore ai 6.000€, a cui si aggiungono 2.000€ per ogni componente del nucleo familiare, dopo il primo, e ulteriori 1.000€ per ogni minore, fino a un massimo di 10.000€.

Non sarà possibile richiedere l’assegno di inclusione 2024 nel caso in cui, anche uno solo dei componenti, ha immatricolato, nei 36 mesi precedenti, un veicolo di cilindrata superiore ai 1.600 cc o un motoveicolo di 250 cc. Infine, se si è in possesso di navi, barche da diporto o aeromobili si è esclusi da questo benefico economico.

Tabella assegno di inclusione

Al fine del calcolo delle soglie del reddito familiare, è stata introdotta una nuova tabella con specifici parametri di equivalenza. Ecco quali sono.

Nuova scala di equivalenza assegno di inclusione
  • 1 per il primo componente adulto del nucleo familiare;
  • 0,5 in presenza di un soggetto disabile o non autosufficiente;
  • 0,4 per i soggetti che hanno un’età pari a o superiore ai 60 anni;
  • 0,4 per i maggiorenni con carichi di cura definiti dall’articolo 6, comma 5;
  • 0,3 in caso di adulti rientranti in centri di cura e di assistenza, autorizzati dalla pubblica amministrazione;
  • 0,15 per ogni soggetto minore fino al secondo;
  • 0,10 per ogni minore oltre il secondo.

Nella scala di equivalenza rientrano anche le persone inserite nei percorsi di tutela contro la violenza e i soggetti separati o divorziati, ma solo se sono stati autorizzati a risiedere nello stesso luogo.

Assegno di inclusione: importi

L’ammontare dell’assegno di inclusione è di base pari a 6.000€. Tuttavia, possono esserci delle integrazioni. Infatti, se i componenti del nucleo familiare sono tutti soggetti di età pari o superiore ai 67 anni o nel nucleo familiare sono presenti disabili, allora l’importo sarà di 7.560€.

Inoltre, è previsto il contributo affitto, fino a un massimo di 3.600€, mentre sarà di 1.800€ per i nuclei familiari composti solo da persone di 67 anni o da disabili. L’importo sarà ottenuto solo in presenza di un contratto di affitto regolarmente registrato e prendendo come riferimento il valore dichiarato. In ogni caso, l’importo mensile dell’assegno di inclusione non può essere inferiore ai 480€.

Quanto dura l’assegno di inclusione

L’assegno di inclusione ha una durata non superiore ai 18 mesi e può essere rinnovato anche per l’anno successivo. Si applicano le stesse regole previste dal reddito di cittadinanza, con la possibilità di effettuare la domanda, per altri 12 mesi, dopo la sospensione di un mese.

Inoltre, per evitare eventuali decadenze dal sostegno, sarà necessario comunicare eventuali:

  • variazioni del nucleo familiare, se per esempio un soggetto non è più residente;
  • variazione dell’attività lavorativa.

In questo secondo caso, se si ottiene un lavoro da dipendente, sarà necessario comunicarlo entro 30 giorni all’INPS, pena la decadenza dell’assegno di inclusione. Le somme percepite fino ai 3.000€ non si sommeranno al campo del reddito familiare. Invece, per le attività di lavoro autonomo, vale sempre la regola dei 3.000€, ma la concessione del sostegno verrà valutata ogni trimestre in base al reddito percepito.

Come funziona l’Assegno di Inclusione

Il sistema è simile a quello dell’RdC. Quindi si prevede che l’importo venga accreditato su un’apposita carta, definita Carta di Inclusione. Anche questa dovrebbe essere una Postepay, rilasciata da Poste Italiane.

La tessera sarà intestata al soggetto richiedente. Si potrà utilizzare la somma per comprare beni di prima necessità presso i negozi fisici, ma non online. Anche in questo caso, si ipotizza l’applicazione delle limitazioni sugli acquisti degli oggetti previsti nell’RdC.

Inoltre, è permesso il prelievo in contanti presso qualunque bancomat con un importo di 100€ di base, moltiplicato per la scala di equivalenza. Infine, solo per le somme previste in locazione, sarà possibile effettuare un bonifico al mese, esclusivamente al locatore.

Assegno di inclusione 2024: quando fare domanda online

Inps online assegno di inclusione domanda online

L’assegno di inclusione non è una misura che si attiva in modo diretto, come il bonus bollette, la carta acquisti o la social card. Per ottenerlo devi fare una richiesta all’INPS.

Vediamo come avviene questa operazione:

  • domanda all’INPS;
  • percorso di attivazione digitale;
  • percorso di inclusione sociale e lavorativa;
  • sottoscrizione del patto di inclusione.

Il primo passaggio è quello di effettuare la domanda all’INPS, che può avvenire in due modalità:

  1. direttamente dal sito dell’ente preposto a questo scopo;
  2. tramite un soggetto terzo abilitato.

Prima di procedere dovrai avere l’ISEE 2024 aggiornato. Per effettuare la domanda in autonomia, devi entrate sul sito dell’INPS nella sezione Assegno di Inclusione, autenticandoti tramite SPID, carta d’identità elettronica (CIE), oppure CNS.

Dovrai seguire la procedura guidata, inserendo i vari dati patrimoniali presenti sull’ISEE e allegando i documenti e il codice fiscale dei componenti del tuo nucleo familiare. La procedura è stata semplificata, ma richiede comunque una serie di informazioni e una conoscenza di base di come funziona il sistema dell’assegno di inclusione.

Per questo, se è la prima volta che esegui questa operazione, puoi valutare la seconda opzione e quindi rivolgerti a un CAF o a uno studio di commercialisti.

Percorso di attività digitale

La verifica dei requisiti personali e patrimoniali richiede dai 10 giorni fino anche un massimo di 120 giorni, come nel caso del reddito di cittadinanza. Una volta ricevuto il benefico, per ottenere l’erogazione dell’importo, il richiedente dovrà iscriversi al SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa), sottoscrivendo un patto di attivazione digitale.

Un’operazione che produrrà i seguenti effetti:

  • pagamento dell’Assegno di Inclusione a partire dal mese successivo all’adesione al SIISL;
  • ogni componente del gruppo familiare abile al lavoro dovrà seguire un percorso di inclusione sociale e lavorativa.

Percorso di inclusione sociale e lavorativa

Entro 120 giorni dalla sottoscrizione del patto di attivazione digitale, i soggetti del nucleo familiare maggiorenni, che esercitano la responsabilità genitoriale, dovranno presentarsi per il primo appuntamento presso gli uffici dei servizi social di riferimento.

Lo scopo è quello di effettuare una valutazione delle esigenze del nucleo familiare, per definire un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, con il supporto di un centro dell’impiego abilitato.

Entro 60 giorni verranno chiamati per firmare il patto di inclusione personalizzato, mentre nei successivi 90 giorni, i percettori dell’AdI saranno tenuti a presentarsi presso il centro dell’impiego, pena la decadenza del benefico.

Non sono obbligati a seguire questa procedura i seguenti soggetti:

  • titolari di pensione diretta;
  • chi ha una disabilità;
  • i soggetti con patologie oncologiche;
  • i soggetti inseriti nei programmi di tutela contro la violenza.

Come si perde l’assegno di inclusione

Ecco quali sono i casi che prevedono la decadenza dell’assegno di inclusione:

  • mancata comunicazione di variazione del nucleo familiare;
  • non ci si presenta al primo appuntamento con i servizi sociali;
  • non si sottoscrive il patto di inclusione;
  • non si partecipa al percorso formativo organizzato dai servizi sociali ai fini occupazionali;
  • non si accetta un’offerta di lavoro congrua;
  • si dichiarano nella domanda informazioni non veritiere;
  • vi sono variazioni nell’attività lavorativa senza previa comunicazione;
  • ci sono variazioni del reddito non segnalate.

Assegno di inclusione: domande frequenti

Cos’è l’assegno di inclusione?

L’assegno di inclusione è una misura di sostegno che dal 2024 andrà a sostituire il reddito di cittadinanza. Scopri come funziona nella nostra guida.

Quando fare domanda per l’assegno di inclusione

Le domande dell’assegno di inclusione potranno essere effettuate dal 1° gennaio 2024. Tuttavia, questa data è solo indicativa, dato che per presentare la richiesta è necessario possedere l’ISEE aggiornato.

Come si perde l’assegno di inclusione?

L’assegno di inclusione si perde nel momento in cui non si comunicano modifiche nella composizione del nucleo familiare o della situazione lavorativa, oppure non ci si presenta all’appuntamento con i servizi sociali. Scopri tutti i casi nella nostra guida.

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