Trimestrale Snap: dopo il profit warning il titolo crolla del -30%

Il social media pessimista sul futuro e lancia un warning sugli utili. A Wall Street crollano le sue azioni, trascinando con sé le big tech che vivono di advertising (Alphabet, Meta e Twitter in primis).

trimestrale snap

Lunedì, Snap Inc. (NYSE: SNAP) ha lanciato il profit warning, una riduzione degli utili previsti e un taglio sulle assunzioni e sulle spese, allo scopo di prendere le giuste misure correttive per far fronte all’aumento dell’inflazione e alle conseguenze della guerra tra Russia ed Ucraina.

L’azienda americana, rinomata per aver sviluppato l’App di messaggistica Snapchat, ha subito un drastico crollo del 30% sul valore delle azioni SNAP, complici anche le modifiche apportate sulla privacy policy di Apple (NASDAQ: AAPL).

Non solo Snap, ma il lunedì nero ha coinvolto tutto il settore dei social media, mandando in perdita nell’afterhours di Wall Street anche Facebook Meta (NASDAQ: FB) e Twitter (NYSE: TWTR) che perde circa il 4%, mentre Pinterest subisce perdite ancora più disastrose, intorno al 12%.

Le conseguenze si sono fatte sentire anche su tutto ciò che ruota intorno al settore social, in particolare sull’advertising che coinvolge Alphabet (NASDAQ: GOOG) e The Trade Desk, quest’ultimo sotto del -8%.

In un comunicato a firma del CEO di Snap, Evan Spiegel, si legge: “Oggi abbiamo presentato un 8-K, indicando il deterioramento del contesto macroeconomico a un ritmo più veloce e più marcato di quanto avessimo anticipato quando, lo scorso mese, abbiamo pubblicato la nostra guidance; il risultato è che, anche se continua a riportare una crescita su base annua, il nostro fatturato, in questo momento, sta crescendo a un ritmo più lento di quanto previsto”.

Spiegel punta il dito sulle conseguenze del conflitto in atto tra Russia ed Ucraina, sull’instabilità economico-politica internazionale e sulle forte pressione inflazionistica che, cause che hanno determinato un netto peggioramento delle previsioni sulla trimestrale di Snap.

Trimestrale Snap

snap trimestrale

Già lo scorso mese si prospettava per Snap una trimestrale in perdita, al di sotto delle previsioni che stimavano un fatturato annuo in rialzo del 25%.

Tuttavia, l’inflazione galoppante, l’aumento dei tassi di interesse e le difficoltà derivanti dalla supply chain, la catena di approvvigionamento, hanno comportato risultati negativi che si riflettono non solo su Snap ma anche su tutto il comparto.

Secondo Evan Spiegel, la nuova politica sulla privacy messa a punta da Apple ha causato delle perdite anche per Snap, interessando da vicino l’App di messaggistica Snapchat.

In poche parole, Apple impone agli sviluppatori delle App di mostrare una finestra pop-up che possa chiedere all’utente il permesso di essere tracciato, ma anche la possibilità di rifiutarsi.

Una rivoluzione che ha creato non pochi problemi sulla gestione e sul monitoraggio delle campagne pubblicitarie, da dove derivano i maggiori introiti economici per l’azienda.

Un periodo buio per Snap che, dopo aver registrato il suo massimo storico nel settembre dello scorso anno, oggi ha raggiunto il -80% e il suo valore rischia di scendere al di sotto della sua stessa IPO avvenuta nel 2017.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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