Qonto è una neobank francese che per prima ha saputo farsi spazio nel mercato italiano dei conti business online. Per qualche anno non ha semplicemente avuto rivali, a luglio 2024 la società ha dovuto sospendere temporaneamente l’accettazione di nuovi clienti italiani per ordine della Banca d’Italia, in attesa di adeguare le sue procedure antiriciclaggio.
La battuta d’arresto ha permesso ad altre banche e neobank per partite IVA (autonomi e imprese) di offrire il proprio conto. Oggi Qonto è tornata disponibile agli utenti italiani, e sta rilanciando prodotti e servizi, ma esistono reali alternative parimenti interessanti per un’azienda (o un professionista) a caccia di un conto business online.
Vediamo quali sono le alternative.
Tot, con carta di credito gratuita

Tot è una fintech del Gruppo Sella e ha un conto corrente business online con IBAN italiano, pensato per professionisti e PMI.
Il vantaggio principale di Tot è la carta di credito business gratuita. Puoi usarla per noleggiare un’auto aziendale, per esempio. Anche Qonto ha le sue carte di credito, collegate alla carta Plus e subordinate a requisiti di reddito, ma con un costo extra. Se cerchi un conto business per una PMI strutturata, invece, Qonto ha più funzioni e più complessità, e anche costi più alti.
I piani sono cinque, divisi in due famiglie: Essentials, Plus e Premium per professionisti e ditte individuali, Smart e XLarge per le società. Ognuno include un tetto di operazioni gratuite con bonifici istantanei, F24, bollettini, MAV e PagoPA, cioè i pagamenti che servono davvero a chi fa impresa in Italia. Si parte da 84 euro l’anno con Essentials, che copre 100 operazioni in uscita, e si arriva a 1.140 euro con XLarge.
Tot ha aggiunto anche uno strumento per la fatturazione elettronica, ma rispetto a Qonto ha qualche tool in meno per la gestione delle spese e la contabilità. In compenso si collega al cassetto fiscale dell’imprenditore e ti permette di fare la riconciliazione delle fatture e pagarle in un clic. Con i piani Smart e XLarge c’è un cashback fino all’1% sui pagamenti con carta, che riduce il canone mensile, e chi incassa ancora in contanti può versarli senza commissioni negli sportelli Banca Sella.
Piani tariffari Tot
| Piano | Canone annuo |
| Essentials | 84,00€ |
| Plus | 180,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Smart | 420,00€ |
| XLarge | 1.140,00€ |
Piani tariffari Qonto
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 108,00€ |
| Smart | 228,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Essential | 588,00€ |
| Business | 1.188,00€ |
| Enterprise | 2.388,00€ |
Se cerchi un conto corrente online per associazioni, Tot resta l’alternativa più diretta a Qonto: accetta APS, ODV, ETS ed enti religiosi.
Finom, alternativa completa

Finom è una piattaforma fintech olandese pensata per la gestione delle finanze aziendali di PMI e freelance. Hai un conto corrente business con IBAN italiano, attivabile in 24 ore, con strumenti per la fatturazione elettronica verso il Sistema di Interscambio, il controllo delle spese e la gestione multivaluta: 17 valute oltre all’euro, verso più di 150 Paesi.
I piani tariffari partono da un conto corrente aziendale a canone zero (Solo) e arrivano all’Enterprise, 249 euro al mese destinati alle grandi aziende, cioè 2.988 euro l’anno. Chi paga in un’unica soluzione annuale risparmia circa il 20% rispetto al canone mensile. Sia Qonto sia Finom hanno fatturazione elettronica, carte di debito business e IBAN italiano.
Il divario sui pagamenti verso lo Stato, che fino a poco fa era il vantaggio principale di Qonto, si è chiuso: Finom ha integrato prima gli F24 e poi PagoPA, MAV e RAV. Restano fuori i bonifici SWIFT dai conti in euro con IBAN italiano, per cui serve aprire un portafoglio separato con IBAN britannico o danese. Sul fronte opposto, la carta business con cashback arriva al 3% e sulla liquidità ferma sul conto Finom ha lanciato una remunerazione promozionale del 5% annuo per i primi cinque mesi.
Piani tariffari Finom
| Piano | Canone annuo |
| Solo | 0,00€ |
| Start | 168,00€ |
| Premium | 408,00€ |
| Corporate | 1.428,00€ |
| Enterprise | 2.988,00€ |
Piani tariffari Qonto
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 108,00€ |
| Smart | 228,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Essential | 588,00€ |
| Business | 1.188,00€ |
| Enterprise | 2.388,00€ |
Vivid Money, per la tesoreria

Vivid Money è una piattaforma bancaria con conti correnti business multivaluta, carte di debito e funzionalità per il risparmio e gli investimenti. Puoi creare spazi separati per obiettivi diversi, cioè mini sotto-conti con IBAN dedicato, e fare trasferimenti internazionali senza costi nascosti.
Rispetto a Qonto, Vivid punta tutto sul ritorno economico: il cashback arriva al 10% su alcune categorie di spesa, la pubblicità online in testa, e la liquidità sul conto è remunerata al 4% lordo per i primi quattro mesi, poi con un tasso che va dallo 0,1% al 2,7% in base al piano. È una rarità nel settore, insieme ad AideXa.
Il limite storico di Vivid era l’IBAN tedesco, ma da ottobre 2025 il conto ha un IBAN italiano. Nel frattempo sono arrivati anche i pagamenti F24, gratuiti su tutti i piani e appoggiati a Banca Sella, e i bollettini PagoPA con lettura del codice QR. Manca ancora la fatturazione elettronica, dove Qonto resta avanti.
Qonto ha comunque lavorato più a lungo sulle esigenze di aziende e professionisti italiani, mentre Vivid è entrata sul mercato da meno tempo. Vivid Money, però, ha un piano a zero spese di canone (Free Start), e il Basic costa 84 euro l’anno.
Piani tariffari Vivid
| Piano | Canone annuo |
| Free Start | 0,00€ |
| Basic | 84,00€ |
| Pro | 228,00€ |
| Enterprise | 948,00€ |
| Enterprise+ | 2.988,00€ |
Piani tariffari Qonto
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 108,00€ |
| Smart | 228,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Essential | 588,00€ |
| Business | 1.188,00€ |
| Enterprise | 2.388,00€ |
Revolut Business, conto multivaluta

Revolut Business è il conto aziendale della banca online Revolut. Le imprese hanno un conto multivaluta con IBAN lituano, con cui gestire oltre 25 valute e cambiare al tasso interbancario, senza commissioni nascoste.
Rispetto a Qonto, Revolut Business è particolarmente adatto a imprese e professionisti che operano su scala internazionale, e infatti la parte più curata è quella dei pagamenti esteri. Ci sono anche prodotti per far fruttare la liquidità aziendale, come Revolut Crypto for Business. I canoni vanno da 120 euro l’anno per il piano Basic a 1.080 euro per lo Scale, con l’Enterprise costruito su misura.
A livello di carte, Revolut e Qonto si equivalgono abbastanza: entrambe hanno carte di debito business virtuali e fisiche, anche usa e getta all’occorrenza.
A differenza di Qonto, però, Revolut non supporta i pagamenti F24 e PagoPA né la fatturazione elettronica, e per un’impresa che lavora solo in Italia è un limite pesante. La società ha annunciato l’arrivo degli IBAN italiani sui conti aziendali e l’estensione dei modelli F24 e I24 ai clienti business: secondo Revolut dovrebbero arrivare entro la fine del 2026.
Piani tariffari Revolut Business
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 120,00€ |
| Grow | 360,00€ |
| Scale | 1.080,00€ |
| Enterprise | personalizzato |
Piani tariffari Qonto
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 108,00€ |
| Smart | 228,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Essential | 588,00€ |
| Business | 1.188,00€ |
| Enterprise | 2.388,00€ |
Blank, per le partite IVA

Blank è una fintech parte del Gruppo Crédit Agricole, quindi un diretto competitor francese di Qonto (Olinda SAS). Ha un conto corrente aziendale online con carta di debito Visa Business e strumenti per la gestione della partita IVA.
La novità più importante è arrivata a marzo 2026 con l’IBAN italiano: tutti i nuovi conti hanno coordinate IT, mentre i correntisti storici stanno migrando dal vecchio IBAN francese. Sparisce così l’ostacolo principale per domiciliazioni, rapporti con i fornitori e adempimenti verso la Pubblica Amministrazione.
Se Qonto guarda sia agli autonomi che alle imprese, Blank strizza maggiormente l’occhio ai freelance e alle piccole attività in cerca di un conto smart e conveniente: i tre piani costano 108 euro l’anno (Essenziale), 204 euro (Comfort) e 468 euro (Completa), IVA esclusa, e restano tutti sotto i corrispettivi Qonto.
Oltre alla carta di debito, ai bonifici e alla gestione della liquidità, Blank mette a disposizione anche polizze assicurative per viaggio, malattia e infortuni, coperture contro l’uso fraudolento della carta e l’assistenza stradale in Europa (nelle versioni Comfort e Completa). In più ha uno strumento per la creazione dei preventivi e proforma.
Piani tariffari Blank
| Piano | Canone annuo |
| Essenziale | 108,00€ |
| Comfort | 204,00€ |
| Completa | 468,00€ |
Piani tariffari Qonto
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 108,00€ |
| Smart | 228,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Essential | 588,00€ |
| Business | 1.188,00€ |
| Enterprise | 2.388,00€ |
N26 Business, conto business gratuito

N26 Business è un conto corrente online progettato per liberi professionisti e ditte individuali, dotato di IBAN italiano e carta di debito Mastercard business. Le società non possono aprirlo. La banca tedesca ha vissuto la stessa vicenda di Qonto con un paio d’anni di anticipo: bloccata dalla Banca d’Italia nel marzo 2022 per carenze antiriciclaggio, è tornata ad acquisire clienti italiani nel 2024.
I piani sono quattro: Standard a canone zero, Smart a 4,90 euro al mese, You a 9,90 euro e Metal a 16,90 euro. Il cashback sugli acquisti con carta va dallo 0,1% allo 0,5% a seconda del piano, i bonifici SEPA sono senza commissioni e sul piano gratuito la carta fisica si paga 10 euro una tantum.
Se Qonto ha soluzioni più orientate alle PMI, N26 Business si rivolge a freelance e ditte individuali, con funzionalità basilari: niente F24, niente PagoPA, niente fatturazione elettronica. Sopra i 50.000 euro di giacenza, poi, scatta una commissione sulla liquidità in eccesso. Il piano gratuito resta comunque la soluzione a zero spese più semplice del gruppo.
Piani tariffari N26 Business
| Piano | Canone annuo |
| Standard | 0,00€ |
| Smart | 58,80€ |
| You | 118,80€ |
| Metal | 202,80€ |
Piani tariffari Qonto
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 108,00€ |
| Smart | 228,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Essential | 588,00€ |
| Business | 1.188,00€ |
| Enterprise | 2.388,00€ |
Wamo, per la ditta individuale

Wamo è un istituto di moneta elettronica con conti aziendali multivaluta: l’IBAN è olandese per le attività registrate nell’Unione europea, britannico per quelle con sede nel Regno Unito. Con Wamo puoi creare conti secondari, ognuno con IBAN indipendente, fare trasferimenti internazionali e incassare con carte virtuali e fisiche, in 22 valute oltre a euro e sterlina.
Il target prediletto sono le ditte individuali italiane, con tre piani dedicati: Freemium a canone zero, Intelligente a 95,90 euro l’anno e Pro a 191,90 euro. Per le aziende ci sono invece Start (191,90 euro), Grow (479,90 euro) e Scale (959,90 euro). Il conto è abbastanza completo, anche se non ai livelli di Qonto, quindi va bene per chi ha una partita IVA già strutturata e in crescita.
La vera particolarità è il cashback sul pagamento di imposte, tributi e contributi. Ogni volta che paghi l’IVA, la Tari, l’IRPEF, versi contributi INPS o un premio assicurativo, ottieni l’1% dell’importo speso indietro, senza tetto massimo. Il cashback sulle spese ordinarie con carta, invece, parte dai piani Intelligente e Grow.
Rispetto a Qonto, infine, è una soluzione un po’ più economica, ma le carte non funzionano ancora con Apple Pay e Google Pay.
Piani tariffari Wamo
| Piano | Canone annuo |
| Freemium | 0,00€ |
| Intelligente | 95,90€ |
| Pro | 191,90€ |
| Start | 191,90€ |
| Grow | 479,90€ |
| Scale | 959,90€ |
Piani tariffari Qonto
| Piano | Canone annuo |
| Basic | 108,00€ |
| Smart | 228,00€ |
| Premium | 468,00€ |
| Essential | 588,00€ |
| Business | 1.188,00€ |
| Enterprise | 2.388,00€ |
Bunq, la novità in Italia
Bunq è una banca olandese con licenza propria e più di 20 milioni di utenti in Europa, ed è la seconda neobanca del continente per dimensioni. A giugno 2026 ha aperto la sua prima succursale italiana, a Milano, e ha introdotto l’IBAN italiano accanto ai cinque europei già disponibili. Il conto business permette di aprire numerosi sotto-conti, ognuno con un IBAN diverso, e di tenere saldi in più di venti valute con interessi sulla giacenza. L’applicazione automatizza la scansione degli scontrini per il calcolo dell’IVA e calcola l’impatto di anidride carbonica delle spese aziendali, con la piantumazione di alberi sui piani più alti. È un’opzione per chi lavora molto con l’estero, meno per chi cerca gli strumenti fiscali italiani.
Hype, carta conto aziendale
Hype Business è il conto per partite IVA della fintech italiana nata in Banca Sella, dedicato alle ditte individuali e ai liberi professionisti residenti in Italia. Costa 2,90 euro al mese, cioè 34,80 euro l’anno, il canone più basso del gruppo. Include IBAN italiano, carta di debito Mastercard e dieci bonifici istantanei gratuiti al mese, poi ogni operazione costa 2 euro. Dall’app si pagano gli F24 semplificati senza commissioni, oltre a MAV, RAV, PagoPA e CBILL, mentre per gli F24 ordinari serve un altro conto. La funzione Tax Manager stima le imposte da accantonare, utile soprattutto a chi sta in regime forfettario e non ha bisogno di strumenti finanziari complessi.
Riepilogo finale
Tot è la fintech del Gruppo Sella e resta il conto più “italiano” del gruppo, insieme a Hype. È l’unico della lista che include una carta di credito Visa Business senza costi aggiuntivi, cosa che serve per il noleggio auto e per le cauzioni. Dall’app si pagano F24, PagoPA, bollettini, MAV e Ri.Ba., e il collegamento a Fisconline ed Entratel permette al commercialista di lavorare sul cassetto fiscale. Accetta anche le società di capitali e le associazioni, a differenza di N26 e Hype. Si parte da 84 euro l’anno con Essentials, che include 100 operazioni in uscita.
Finom è una piattaforma finanziaria olandese pensata per le piccole imprese e per chi lavora in proprio. Il conto ha un IBAN italiano, attivabile in 24 ore, e integra la fatturazione elettronica verso il Sistema di Interscambio. Si parte dal piano Solo gratuito e si sale fino all’Enterprise da 2.988 euro l’anno per le aziende strutturate. Le carte di debito danno un cashback che arriva al 3% e il conto è multiutente, con ruoli assegnabili ai collaboratori. Dopo l’integrazione di F24, PagoPA, MAV e RAV è oggi il concorrente più diretto di Qonto per chi vuole conto e fatture nello stesso posto.
Blank fa parte del gruppo bancario Crédit Agricole ed è un concorrente diretto e francese di Qonto. Il conto è pensato soprattutto per i liberi professionisti e per le partite IVA individuali. Da marzo 2026 Blank ha l’IBAN italiano, e questo lo rende molto più spendibile sul mercato nazionale. Il servizio include carte di debito e coperture assicurative su viaggi, malattie, infortuni e uso fraudolento della carta, con l’assistenza stradale in Europa dai piani superiori. La piattaforma ha anche uno strumento per creare preventivi e proforma. I costi vanno da 108 a 468 euro l’anno e restano sotto la media dei concorrenti.
Vivid Money è la piattaforma bancaria tedesca che si distingue per due caratteristiche rare: il cashback elevato e la remunerazione della liquidità. Il conto permette di creare spazi separati per gestire i risparmi aziendali, ognuno con il proprio IBAN. I fondi depositati rendono il 4% lordo annuo per i primi quattro mesi, poi fino al 2,7% in base al piano. Il cashback tocca il 10% su alcune categorie di spesa, come Google Ads e Meta Ads, per cui è interessante soprattutto per chi investe in pubblicità. Da ottobre 2025 c’è l’IBAN italiano e ora anche i pagamenti F24 e PagoPA, mentre per la fatturazione elettronica serve ancora un gestionale esterno.
Wamo è un conto digitale con IBAN olandese o britannico e si rivolge in modo specifico alle ditte individuali e alle piccole realtà commerciali. La particolarità è il cashback applicato alle tasse: la piattaforma restituisce l’1% di quanto si spende per pagare l’IVA, l’IRPEF o i contributi INPS, senza limite massimo. Il conto permette di creare sotto-conti e di incassare pagamenti internazionali in tempi rapidi, con un POS opzionale senza canone. Il piano Freemium è gratuito, mentre per le ditte individuali si sale a 95,90 euro l’anno con Intelligente. Il sistema è meno complesso di quello di Qonto, ed è anche più economico nella gestione quotidiana, ma non ha funzioni avanzate per la contabilità aziendale.
Revolut Business è la soluzione per le aziende della banca online europea. Il conto ha un IBAN lituano ed è la scelta di chi lavora su scala globale: si gestiscono oltre 25 valute con il cambio al tasso interbancario, senza commissioni nascoste sui tassi. La piattaforma include carte virtuali e fisiche, anche usa e getta, e si integra con Xero, QuickBooks e le API per i gestionali. Manca del tutto il supporto agli strumenti fiscali italiani, cioè F24, PagoPA e fatturazione elettronica, per cui molti freelance lo tengono come conto di appoggio per i clienti esteri. La società ha annunciato l’IBAN italiano per le imprese e i pagamenti F24, che secondo Revolut dovrebbero arrivare entro fine 2026.
N26 Business è il conto della banca tedesca dedicato esclusivamente ai liberi professionisti e alle ditte individuali, con IBAN italiano e carta di debito Mastercard. Il piano Standard non ha canone e questo lo rende popolare tra chi inizia a lavorare in proprio, mentre i tre piani superiori costano da 4,90 a 16,90 euro al mese. I bonifici SEPA sono senza commissioni e il cashback sugli acquisti con carta va dallo 0,1% allo 0,5%. Le funzioni restano basilari: mancano la fatturazione, il pagamento degli F24 e gli strumenti per gestire i collaboratori, e le società non possono aprirlo.
