Nuovo crollo del Bitcoin: la criptovaluta scende ai minimi

Dai massimi del 2021 a 69.000 dollari, bitcoin (BTC) ha più che dimezzato il suo valore, seguendo l'andamento negativo dei titoli tecnologici. Ora è ai minimi del 2022: cosa succederà?

La criptovaluta Bitcoin (BTC) è sprofondata ai minimi che non si registravano da 10 mesi, riflettendo l’andamento del mercato azionario, in particolar modo quello sui titoli tecnologici.

Il crollo del Bitcoin, come spesso accade, comporta un andamento negativo di tutto il mercato criptovalutario, trascinandosi a fondo le criptomonete, come attesta la capitalizzazione di mercato, giù del 15% in una sola settimana.

L’asset di investimento criptovalutario è notoriamente rinomato per l’alta volatilità, caratteristica che che rende l’investimento altamente rischioso, ma che nonostante il pericolo finanziario potrebbe risultare particolarmente vantaggioso per i trader che speculano sull’andamento del prezzo con il trading di criptovalute.


I motivi del crollo del Bitcoin

motivi del crollo bitcoin

Il Bitcoin, così come anche le altre criptovalute, riflettono l’andamento dei titoli tecnologici e soprattutto le strategie delle Banche centrali che ne causano le impennate, ma anche i crolli.

Lo scenario che oggi si presenta sul mercato è altamente complicato a causa dell’alta instabilità determinata da una serie di fattori, in particolar modo il conflitto tra Russia ed Ucraina e l’aumento dei costi energetici.

Entrando nello specifico, l’incremento del prezzo dell’energia ha causato inevitabilmente un duro colpo agli asset energivori come il Bitcoin, che necessita per la sua produzione di ben 142 Terawatt all’anno, corrispondenti al fabbisogno energetico di un’intera nazione.

Le criptovalute non sembrano ancora essersi guadagnate lo status di bene di rifugio come l’oro e i margini di rischio finanziario sono molto alti.

Quando il quadro economico-finanziario si presenta difficile e complicato, l’oro mantiene la stabilità per via dell’offerta limitata, mentre il mercato delle crypto sembra seguire l’andamento delle borse (in particolare dei titoli tecnologici).

Non è un mistero che le criptovalute siano utilizzate anche per attività illecite. Secondo quanto emerge dallo studio di Crypto Head partito dal 2016, le attività criminali legate al mondo criptovalutario sono incrementate del 312% ogni anno.

8 Stati hanno già vietato il mining delle criptovalute e messo al bando la loro produzione: se da un lato questa mossa appare una sentenza definitiva sul futuro delle criptomonete, dall’altra potrebbe favorirle, rendendole di fatto più preziose e incrementandone il valore.

Quanto vale 1 Bitcoin ora?

Il Bitcoin ha perso nelle ultime 24 ore il 5,5% e nell’ultima settimana il 16%, crollando a 31mila dollari, un dato che non si verificava da 10 mesi e che sta preoccupando chi ha investito sulla moneta virtuale.

Dopo il boom registrato nel 2021, quando le criptovalute hanno prodotto una capitalizzazione di mercato da ben 2,5 mila miliardi di dollari, la politica monetaria della Federal Reserve sui tassi di interesse e l’incremento dei costi energetici del 2022 hanno causato il crollo del Bitcoin e delle criptovalute.

Solo il tempo darà ragione agli investitori o ai detrattori, intanto chi specula sull’andamento delle monete digitali tenterà di trarre i profitti sperati con il trading online, anche nel breve termine.

Nel frattempo, dopo il tonfo di lunedì 9 maggio, il valore della criptovaluta ha recuperato leggermente le perdite arrivando a guadagnare il +6% nella giornata di martedì.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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