Sell in may and go away: Cosa significa? Ecco cosa dicono i dati (e perché non è più vero)

Cosa significa “Sell in may and go away”? Conviene applicare questa vecchia strategia oppure è bene valutare attentamente l’attuale situazione geopolitica per verificarne i rischi

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Per i frequentatori dei mercati finanziari, il mese di maggio porta con se un antico detto: sell in may and go away. Cosa vuol dire? In estrema sintesi, lascia il mercato azionario fino alla fine dell’estate.

È una (vecchia) strategia basata su dati storici, che vedono un calo fisiologico di transazioni nella bella stagione. Meno volumi, meno profitti. Gli operatori però sono sempre più divisi: ha ancora senso abbandonare i mercati finanziari durante la stagione estiva?

Tenendo conto dell’instabilità geopolitica attualmente in atto e derivante principalmente dal conflitto in corso tra Russia ed Ucraina, oltre alla pressione inflazionistica che minaccia il mondo intero, l’adrenalina sui mercati finanziari non sembra andare in vacanza.

Cosa significa Sell in may and go Away

Il termine “Sell in may and go away” è stato coniato nel mondo di Wall Street e la sua traduzione in italiano significa “Vendi a maggio e scappa”.

Questo modo di dire si basa su dati storici registrati in un determinato arco temporale, e suggerisce una certa strategia di investimento.

In particolare, consiste nel vendere titoli azionari nel mese di maggio, in quanto i loro rendimenti sono inferiori nel periodo che intercorre tra il mese di maggio ed il mese di ottobre.

Nel mese di novembre, i rendimenti iniziano a registrare una fase più rialzista e pertanto la strategia prevede il riacquisto dei titoli: una fase denominata “Halloween Strategy”.

Non si tratta certamente di una regola inconfutabile, tuttavia l’analisi portata avanti da Bouman e Jacobsen nel 2002 ha dimostrato che la strategia “Sell in may and go away” si è verificata in 36 Paesi sui 37 che sono stati monitorati.

Oltretutto, nel mese di maggio si conclude il periodo in cui di solito gran parte delle aziende staccano i dividendi, quindi si tratta di un momento allettante per gli investitori che si potrebbero trovare sul piatto sia i dividendi maturati che la possibilità di vendere le azioni possedute.

Cosa dicono i dati storici

La strategia basa le sue fondamenta sulle performance registrate in particolar modo dall’indice S&P 500 che presenta volumi più bassi durante i mesi estivi e picchi nei periodi invernali.

Nello specifico, S&P 500 storicamente ha ottenuto risultati migliori nel periodo novembre-aprile rispetto al periodo maggio-ottobre, così come anche il Nasdaq.

Una strategia che trova coerenza anche se si constata il periodo che intercorre tra la chiusura dei bilanci societari di fine anno ed il primo trimestre del nuovo anno, dal quale si evincono i primi risultati e la progettualità futura delle aziende.

Quali potrebbero essere i rischi del 2022

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I dati previsionali forniti dagli esperti analisti non includono una chiara stima sugli utili societari del 2022, inficiabili dall’inflazione e dalla guerra in corso.

“Vender e scappar via” potrebbe forse non essere la giusta strategia da adottare e un atteggiamento più prudente potrebbe limitare i rischi derivanti dal periodo “extra ordinario” che stiamo attraversando.

Un trend fuori dalla normalità è stato già registrato durante i 2 anni di pandemia e il 2022 presenta già un andamento insolito dei rendimenti medi inferiori del 5%, se rapportati ai livelli medi di lungo termine.

Oltre alle tensioni internazionali e al conflitto in Ucraina, gli investitori puntano la lente di ingrandimento anche sulle mosse della Banca Centrale Europea e sulla Federal Reserve.

L’innalzamento dei tassi di interesse della FED e l’incertezza della Banca Centrale Europea creano ulteriore instabilità sui mercati, aumentando di fatto i rischi di investimento.

Un’analisi specifica andrebbe fatta proprio sull’incremento dell’inflazione che in Europa ha già raggiunto il 7,5% e negli USA ha toccato quota 8,5%, un dato che non si registrava da circa 40 anni.

Seguendo la strategia “Sell in may and go away” aumenterebbe di fatto la liquidità degli investitori per un periodo di tempo significativo, quanto basta per subire l’erosione del valore.

Come investire contro l’instabilità

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Il parere degli esperti è ancora oggi discordante, tra chi mantiene la strategia del “Sell in may and go away” e chi invece ritiene opportuno evitare di vendere a maggio, considerando l’incertezza geopolitica e l’instabilità dei mercati.

Molti investitori continuano a mantenere un atteggiamento prudente anche sul mercato azionario e prediligono soluzioni di investimento difensivi come il settore sanitario e le azioni con dividendi più alti.

La maggior parte degli investitori sembra essere concorde su un attento monitoraggio della situazione internazionale ed una conseguente applicazione della strategia finanziaria più corretta da utilizzare al momento, prevedendo una volatilità dei mercati che potrebbe durare per tutto il 2022.

Luca Conti

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente

Esperto di mercati finanziari e trader indipendente. Collabora con Finanza Digitale curando i contenuti dedicati al trading.

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