Borse europee e Wall Street crollano: pesa l’aumento dei tassi di interesse delle Banche Centrali

L'intervento delle Banche Centrali ha affondato le Borse Europee e Wall Street. In calo anche il prezzo dell'oro e del petrolio, mentre lo Spread sale a 207 punti base

L’aumento dei tassi di interesse imposti dalla Federal Reserve e dalla Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione galoppante hanno messo in ginocchio buona parte delle Borse mondiali.

Sia Wall Street che le Borse europee hanno sofferto il rialzo dei tassi di interesse di 50 punti base imposti prima dalla FED e poi anche dalla BCE, dove la prima sembra essere propensa a ridurre la morsa mentre la seconda potrebbe ancora intervenire con ulteriori rialzi.

Le conseguenze sono state negative per i mercati azionari, mentre i rendimenti sulle obbligazioni sono saliti subito dopo l’intervento della BCE sui tassi e i BTP Italia decennali sono aumentati di 30 punti base al 4,15%, con lo Spread in rialzo a 207 punti.

Secondo quanto riportato dagli organi di informazioni, la presidente della BCE Christine Lagarde sembrerebbe intenzionata a proseguire la stretta monetaria anche nel primo trimestre del 2023, con l’obiettivo di ridurre quanto il più possibile il tasso inflazionistico.

Borse in ginocchio dopo incremento tassi di interesse

Borsa Italiana

Segnali negativi tra i listini europei che hanno registrato un calo a Francoforte del -3,28%, a Londra del -0,96% e a Parigi del 3,09%.

Alla Borsa Italiana crolla l’FTSE Mib del -3,45% e nel giro di 24 ore calano gli scambi da 0,57 a 0,42 miliardi di azioni come conseguenza dell’innalzamento dei tassi e del timore che la BCE debba necessariamente concentrare i suoi sforzi sulla crisi energetica.

Male Fineco (MIL: FBK) che perde il -6,35%, Nexi (MIL: NEXI) che scende del -5,47% e Poste Italiane (MIL: PST) che cala del -5,22%.

Salgono invece le azioni Juventus (MIL: JUVE) del +7,19% dopo la tempesta che si è abbattuta sulla società bianconera e che ha portato alle dimissioni il CdA.

Ampliando l’analisi, il cambio euro dollaro è rimasto pressoché invariato a 1,068, mentre crollano l’oro del -1,70% ed il prezzo del petrolio tocca i 75,4 dollari al barile, in calo del -2,44%.

Sale lo Spread di 17 punti base e tocca quota 207, mentre il BTP decennale raggiunge il rendimento del 4,15%.

Wall Street ed il timore della recessione

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La stretta monetaria della FED e della BCE alimenta lo spauracchio della recessione che potrebbe colpire Stati Uniti ed Europa già nei primi mesi del 2023, incutendo timore negli investitori ed inviando segnali scoraggianti anche a Wall Street.

Oltreoceano, il Dow Jones è crollato del -2,25%, l’S&P 500 ha perso il -2,49% ed il Nasdaq è sceso del -3,23%.

I segnali negativi a Wall Street derivano principalmente dal report della Federal Reserve guidata da Jerome Powell che esclude categoricamente un decremento dei tassi di interesse prima del 2024.

Dati significativi che alimentano la possibilità di subire la recessione già agli inizi del 2023, ma la politica delle Banche Centrali appare decisa a ridurre la forte pressione inflazionistica che ha colpito gran parte del globo per tutto il 2022.

Ancora lontani dall’obiettivo di riportare il tasso inflazionistico al 2%, onde evitare di compromettere i propri risparmi si valutano opportune strategie per investire con l’inflazione alta e sfruttare il momento difficile a proprio vantaggio.

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Achille Bellelli

Imprenditore tech e investitore indipendente, esperto in criptovalute e strumenti di trading speculativo. Scrive per FinanzaDigitale e altri magazine economici.

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