Inflazione in Italia sale all’8% e tocca i massimi dal 1986: in Europa impenna all’8,6%

Preoccupano le stime emanate da Istat secondo le quali il tasso di inflazione italiana potrebbe raggiungere l'8% su base annua, mentre il tasso inflazionistico europeo rischia di salire all'8,6%

inflazione italia

Secondo le previsioni emanate da Istat e diffuse agli organi di informazione, l’inflazione in Italia potrebbe salire ancora e raggiungere l’8%. Un dato così alto che per trovare un riscontro simile bisognerebbe andare indietro nel tempo fino al 1986.

Lo scorso mese di giugno, la pressione inflazionistica si attestava al 6,8%, ma le stime Istat prevedono un’ulteriore impennata dell’1,2% su base mensile e pertanto l’inflazione in Italia potrebbe toccare quota 8%.

Le cause di questa previsione negativa sono imputabili in modo particolare all’incremento energetico che ha registrato un’altra impennata, passando dal +42,6% al +48,7%.

Anche il settore alimentare cresce dal 6,6% all’8,2% e non sono da meno l’intrattenimento, la cultura e la cura della persona che salgono dal +4,4% al +5%.

Anche il settore trasporti, fermo al 6%, registra un’impennata che si attesta al +7,2%.


L’inflazione in aumento in tutta Europa

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L’inflazione in Italia e in Europa aveva già registrato record a causa soprattutto del caro energia e delle conseguenze derivanti dal conflitto tra Russia ed Ucraina, ma la pressione inflazionistica galoppante potrebbe crescere ancora di più.

In Europa la media non andava oltre il 7,5%, con picchi in Spagna al 9,5% e dati meno allarmanti in Francia al 4,5%.

Oggi la situazione inflazionistica potrebbe precipitare ulteriormente e raggiungere l’8,6% in Europa, pertanto non si esclude un immediato intervento della BCE già nei prossimi giorni.

Gli unici Paesi a registrare un calo significativo del tasso di inflazione sono la Germania che passa dall’8,7% all’8,2% e i Paesi Bassi che scendono dal 10,2% al 9,9%.

Purtroppo non mancano record negativi che riscontriamo in Estonia, schizzata al 22% di inflazione, in Lituania che ha toccato il 20,5% ed in Lettonia giunta al 19%.

Tra gli Stati più importanti dell’Unione Europea troviamo la Francia che mantiene relativamente basso il tasso di inflazione, comunque salito fino al 6,5%, mentre la Spagna peggiora e tocca quota 10%. Fa di peggio la Grecia che raggiunge il 12% di inflazione.

Anche guardando al panorama europeo, ad incidere fortemente sulle pressione inflazionistica è stato il comparto energetico che ha registrato un significativo incremento su base annua, passando dal 39,1% del mese di maggio al 41,9% del mese di giugno.

Ciò ha comportato un incremento dell’inflazione in Europa da record. Infatti, sin da quando è nata l’Unione Europea non si era mai registrata una pressione inflazionistica così alta, fino a toccare quota 8,6% su base annua.

Come difendersi dall’inflazione

come difendersi dall'inflazione

Da decenni ormai l’inflazione è lo spauracchio che attanaglia quanti lo temono ed oggi più che mai questo mostro invisibile sembra aleggiare e compromettere i risparmi dei contribuenti.

Quali sono pertanto le contromisure che si potrebbero adottare per difendere i propri capitali dall’inflazione?

Innanzitutto potrebbe essere opportuno individuare la durata di questa particolare fase finanziaria, tuttavia gli esperti analisti sembrano alquanto discordi.

Da un lato c’è chi prevede un periodo transitorio destinato a tornare alla normalità appena si troverà la necessaria stabilità internazionale, dall’altro c’è chi considera strutturale questa inflazione.

In caso di inflazione strutturale, il rischio di subire l’erosione delle proprie finanze è molto alto e pertanto sarebbe doveroso prendere delle adeguate contromisure per evitare di compromettere i risparmi.

Salvaguardare i propri risparmi immobili investendo con ponderatezza, ma anche farli fruttare tenendo sempre conto dei rischi di investimento nei mercati finanziari potrebbero essere le soluzioni più efficaci per difendersi dall’inflazione.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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