Migliori ETF terre rare 2024: quali sono e come investire

Gli ETF terre rare permettono di investire su società specializzate nell’estrazione e lavorazione di alcuni metalli tra i più difficili da estrarre. Scopri quali sono i migliori exchange traded fund e come investire.

terre rare

La diffusione dei veicoli elettrici, lo sviluppo di computer e sistemi tecnologici sempre più performanti ha portato a un aumento di richiesta di quei metalli chiamati terre rare.

Sono elementi indispensabili per l’industria e per lo sviluppo delle nuove tecnologie, difficili da estrarre perché sono presenti in tutto il pianeta ma in basse concentrazioni.

Come per i metalli preziosi, la quotazione di questi materiali fluttua e le aziende fanno a gara per accaparrarsi materie prime irreperibili.

Anche gli investitori hanno messo gli occhi in questo settore, inserendo in portafoglio fondi o ETF sulle terre rare in previsione di una crescita della domanda (e di un’offerta ridotta).

Questi ultimi, in particolare, sono un buono strumento per esporsi a settori di nicchia senza rinunciare alla diversificazione. Ecco quali sono i migliori exchange-traded fund dedicati alle terre rare.

Migliori ETF terre rare a Febbraio 2024

ETFISINRendimento
SPDR S&P Metals and Mining ETFUS78464A75509,34% in un anno
VanEck Rare Earth-Strategic Metals ETFUS92189H805110,21% in 3 anni
iShares S&P-TSX Global Base Metals Index ETFCA46431T108435% in tre anni
VanEck R. Earth and Str. M. UCITS ETFIE0002PG6CA68,18% in un anno

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SPDR S&P Metals and Mining ETF

Con un rendimento del 9,30% annuo e un +85% in tre anni, SPDR S&P Metals and Mining ETF è tra i migliori ETF terre rare del 2023. Un fondo con una capitalizzazione di 1,4 miliardi di euro creato nel 2006 e con un costo di gestione dello 0,35%.

La sua composizione lo rende un ETF con rendimento costante e una volatilità bassa. Infatti, sono presenti diverse società minerarie specializzate nell’estrazione dell’oro e di altri metalli preziosi, ma anche nel comparto dell’acciaio e una percentuale elevata di aziende specializzate nell’estrazione delle terre rare. Il vantaggio è quello di investire solo su imprese con sede negli Stati Uniti.

VanEck Rare Earth-Strategic Metals ETF

Quotato nel 2010, sin dall’inizio il VanEck Rare Earth-Strategic Metals ETF è stato creato per investire sulle terre rare, con un’esposizione verso società specializzate nel settore minerario, in quella della raffinazione e della produzione di questi metalli. Oggi continue 20 società legate al settore con una capitalizzazione di 380 miliardi di euro.

Nell’ultimo anno il rendimento è stato del -24,96%. Tuttavia, può essere considerato tra i migliori ETF terre rare grazie a un +10,21% ottenuto nell’ultimo triennio, realizzando un +64% nel 2020, un +80% nel 2021 e un -31% nel 2022. Prevede un costo pari allo 0,59%.

iShares S&P-TSX Global Base Metals Index ETF

Un ETF terre rare in cui si offre agli investitori la possibilità di operare su società specializzate nel settore minerario escludendo quelle legate ai metalli preziosi. 

È interessante per la presenza al suo interno di oltre 218 società minerarie comprese quelle delle terre rare, rendendolo tra gli ETF più grandi in questo comparto. Il rendimento nell’ultimo anno non è stato positivo, con un -10%, ma ha una media in tre anni del +35%. Prevede un costo di gestione dello 0,39%.

VanEck R. Earth and Str. M. UCITS ETF

Creato nel 2021, sempre dalla società VanEck Asset Management, è un ETF terre rare con una capitalizzazione pari a 100 milioni di euro e che si focalizza su società del comparto dei metalli.

In particolare, prevede aziende del settore dell’ Australasia per il 32%, Asia emergente per il 31,34% e America latina per il 12%. Inoltre, sono inserite anche aziende USA per un 12%. Ad oggi ha un rendimento del -27%, tuttavia, i primi due semestri sono stati positivi. Prevede un costo di gestione dello 0,59%.

Gli ETF terre rare non sono molti. Nella tabella abbiamo inserito 4 dei migliori, caratterizzati da una prevalenza di azioni collegate a questo settore. Inoltre, li abbiamo classificati in base al volume di scambi, valutando il rapporto tra rendimento e capitalizzazione.

Nella nostra analisi si sono prese come riferimento il rating del sito Morningstar, quelle degli analisti di Forbes e di Motley Fool. Inoltre, abbiamo confrontato anche i suggerimenti di una delle banche di investimento italiane con il maggior numero di ETF, come Fineco Bank.

Precisiamo che i dati inseriti non hanno valore di consigli finanziari, ma sono solo valutazioni generali con riferimento a quanto riportato da analisti esperti e dalle banche di investimento. Quindi, ti invitiamo, per ogni asset ad approfondire anche rivolgendoti a esperti nel settore.

Cosa sono le terre rare

Cosa sono gli ETF terre rare

Gli terre rare sono metalli rari e strategici, definiti anche con l’acronimo REE (rare earth elements).

Sono 17 elementi reperibili in natura. Per citarne alcuni:

  • cobalto
  • palladio
  • lutezio
  • olmio
  • terbio
  • tulio
  • lantanio
  • neodimio
  • samario
  • scandio

Le terre rare vengono impiegate nella creazione di diversi prodotti, oggi considerati indispensabili per l’industria e l’innovazione tecnologica: produzione di magneti, semiconduttori, batterie, parti dei veicoli elettrici.

Inoltre, sono impiegati per la produzione dei televisori al plasma, computer portatili e altri dispositivi elettronici. Sono definiti terre rare per il fatto di essere metalli distribuiti equamente sul pianeta, e con concertazioni limitate, a differenza di altri materiali come l’oro, l’argento e il ferro. Quindi la loro rarità è legata al fatto che sono difficili da estrarre e spesso richiedono anche costi elevati.

Con un ETF terre rare puoi investire non nelle singole azioni o sulla quotazione dei metalli, ma utilizzare un unico strumento finanziario che prevede al suo interno diversi titoli collegati al settore dell’estrazione mineraria, della raffinazione e della produzione di questi metalli.

Dove si trovano le terre rare?

I metalli rari sono distribuiti un po’ ovunque sul pianeta. Infatti, difficilmente si trovano giacimenti come nel caso dell’oro o dei diamanti, ma nella maggior parte dei casi sono presenti in piccole quantità e spesso mischiati con altri materiali.

A oggi, si stimano 130 milioni di tonnellate di terre rare ancora da estrarre e solo 15 paesi nel mondo ne hanno quantità rilevanti.

Ecco quali sono i Paesi che hanno le percentuali di estrazione più interessanti, e le riserve maggiori.

PaeseEstrazione 2022Riserve
Australia18.0004.200.000
Birmania12.000NA
Brasile8021.000.000
BurundiNA
Canada830.000
Cina210.00044.000.000
Groenlandia1.500.000
India2.9006.900.000
Madagascar960NA
Russia2.60021.000.000
Sud Africa790.000
Tailandia7.100NA
Tanzania890.000
USA43.0002.300.000
Vietnam4.30022.000.000
Altri paesi80280
Mondo300.000130.000.000
Fonte: Rare Earths 2022, USGS Publications Warehouse. Dati in tonnellate.

La Cina è il Paese con la maggiore concentrazione di riserve nel mondo di terre rare (44 milioni di tonnellate, il 34%). È anche lo stato che nell’anno passato ha fatto più attività di estrazione mineraria (210 mila tonnellate).

Guardando le riserve, seguono Vietnam (22 milioni), Brasile e Russia (21 milioni ciascuno), India (6,9 milioni), Australia (4,2 milioni) e Stati Uniti (2,3 milioni).

Investire nei Migliori ETF terre rare: pro e contro

Investire in ETF terre rare pro e contro

Gli Exchange Traded Fund sulle terre rare offrono diversi vantaggi. In primo luogo, hai la possibilità di investire nel settore dover comprare le singole società, e quindi valutare quale è quella più interessante. Avrai un paniere di titoli collegati in modo diretto o indiretto a questo settore.

Inoltre, il mercato delle terre rare negli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale. La domanda di questi materiali è esplosa sulla scia dei grandi passi in avanti fatti da tecnologia, mobilità sostenibile, AI e altro ancora.

A questo si aggiunge che, grazie al fatto di investire in un ETF, puoi farlo anche con capitali ridotti, rispetto a dover suddividere la tua liquidità sulle singole azioni.

Infine, devi considerare l’elevata negoziabilità di questi strumenti che hanno una volatilità che suscita l’interesse degli investitori. Ciò ti permette di adottare diverse strategie di investimento, dal trading fino al mantenerli nel portafoglio nel medio e breve termine.

Rischi degli ETF terre rare

Come per qualunque investimento, prima di acquistare un ETF sulle terre rare devi valutare anche i rischi. Ecco alcuni aspetti da considerare:

  • volatilità del prezzo;
  • bassa capitalizzazione dei fondi;
  • storia recente;
  • paniere di titoli limitato.

La volatilità del prezzo degli ETF terre rare è legata proprio alla presenza limitata di questi metalli, difficilmente estraibili. Se da un lato questo è un vantaggio, dall’altro può essere anche un rischio di non ottenere un rendimento annuale e vedere la quotazione di un ETF decrescere.

Infatti, sono diversi i fattori che possono influenzare l’andamento di un ETF terre rare, dalle situazioni geopolitiche ad eventuali notizie di un esaurimento di un giacimento. Ad esempio, uno dei principali esportatori di magneti e di alcuni dei 17 metalli rari, è proprio la Cina, che solo nell’ultimo anno ha regolarizzato la produzione, finita l’emergenza pandemia.

Altro fattore da considerare è la capitalizzazione piuttosto bassa dei fondi. Ciò li rende esposti ad eventuali situazioni di default e di chiusura rispetto ad altre tipologie di ETF sui metalli preziosi con un market cap maggiore.

Inoltre, gran parte dei fondi ha una storia abbastanza recente, con una certa difficoltà nel valutare l’andamento storico degli ETF terre rare, così come effettuare eventuali previsioni. Infine, il paniere dei titoli al loro interno spesso è limitato a un numero di 5-20 azioni legate al settore terre rare.

Come investire sugli ETF terre rare

Investire in ETF

Oggi se vuoi investire in un ETF terre rare hai diverse opportunità:

  • acquisto diretto ETF;
  • CFD sugli ETF;
  • investimento indiretto sui mercati;
  • creare un PAC.

Nel primo caso puoi acquistare in modo reale uno o più dei migliori ETF terre rare, diversificando così il tuo portfolio e attendendo la crescita del fondo, con il relativo rendimento. In alternativa, in quanto strumenti altamente negoziabili, puoi valutare anche di operare con il trading CFD. Quindi, puoi puntare sulla crescita di un asset, aprendo una posizione long o di acquisto, oppure su un trend in negativo, in questo caso aprendo una posizione short o di vendita.

Altra alternativa è quella di prevedere un investimento indiretto su ETF simili. Puoi quindi comprare fondi composti da società tecnologiche o energetiche, la cui quotazione può essere direttamente influenzata da una maggiore o minore produzione di metalli delle terre rare.

L’ultima opzione è quella di creare un PAC, piano di accumulo del capitale, inserendo al suo interno diverse tipologie di ETF compreso quelli delle terre rare.

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Migliori ETF terre rare: domande frequenti

Cosa sono gli ETF terre rare?

Gli ETF terre rare sono fondi di investimento indicizzati il cui paniere di titoli è composto da azioni di società minerarie specializzate nell’estrazione, lavorazione e produzione dei metalli definiti terra rare.

Quali sono i migliori ETF terre rare?

Sono quattro gli ETF terre rare più interessanti oggi. Scopri l’analisi, i rendimenti e come investire nella nostra guida.

Dove investire negli ETF terre rare?

Puoi investire negli ETF terre rare su un broker che preveda tra i suoi asset anche un vasto numero di ETF compreso quelli dei metalli più rari.

Gennaro Ottaviano

Autore senior per FinanzaDigitale

Laurea in Economia Aziendale, conoscitore di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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