Prelievo forzoso sui conti correnti: cos’è, come funziona e chi coinvolge

Il prelievo forzoso è una minaccia concreta in periodi di crisi. Coinvolgerà tutti? No, vediamo chi potrebbe subire l'azione dello Stato e quali sono i casi nei quali si può intervenire con tale misura straordinaria.

prelievo forzoso conti correnti

Il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani – noto anche come patrimoniale – è una delle misure adottabili in situazioni di grave crisi economica, che costringono il Governo ad intervenire in maniera decisa sui correntisti e sui proprietari di beni immobili per risollevare le casse dello Stato.

Oggi, per esempio, i motivi potrebbero essere legati alla recente crisi pandemica causata dal Covid-19 e all’attuale conflitto bellico tra Russia ed Ucraina, che, oltre alle gravi conseguenze umanitarie, hanno causato un drastico tracollo finanziario.

Analizziamo meglio il problema e verifichiamo in modo più approfondito cos’è e come funziona il prelievo forzoso sui conti correnti e, soprattutto, quali correntisti potrebbero essere coinvolti da una sua eventuale introduzione.


Prelievo forzoso sui conti correnti: cos’è e come funziona

prelievo forzoso

Il prelievo forzoso sui conti correnti è una misura emergenziale imposta dallo Stato per far fronte ad un drastico tracollo finanziario.

Nello specifico, la si potrebbe definire come una vera e propria tassa sul patrimonio economico dei correntisti, prelevata senza la necessità del loro consenso.

In poche parole, lo Stato effettua un prelievo corrispondente alla percentuale preventivamente adottata in base a quanto depositato sul conto, per evitare l’aggravarsi della crisi finanziaria.

Questa operazione potrebbe avvenire una tantum oppure trimestralmente, rateizzando di fatto la percentuale di prelievo da imporre ai possessori di un conto corrente. Un’operazione coattiva che potrebbe tuttavia non riguardare tutti i correntisti, ma risparmiare coloro che possiedono un ISEE basso.

Prelievo forzoso e okay del Parlamento

parlamento prelievo forzoso

Anche se non equiparabile ad un vero e proprio prelievo forzoso, il parlamento ha introdotto, sotto direttiva dell’Unione europea, il cosiddetto Bail-in, un termine inglese che significa “salvataggio interno” e regolamenta le norme di risanamento di una Banca.

Il Bail-in è uno strumento a disposizione delle Banche in difficoltà per far leva sui correntisti ed evitare il rischio di fallimento.

In caso di crisi finanziaria, quindi, la Banca può effettuare una sorta di prelievo forzoso ai suoi correntisti che detengono sul loro conto corrente un importo superiore a 100mila euro.

Il conto cointestato non è cumulato, ma tiene conto del singolo individuo: un conto cointestato da 100.000 euro, ad esempio, non subisce il prelievo forzoso; tuttavia, se la somma di più conti correnti intestati allo stesso soggetto supera la soglia di 100.000 euro, la Banca potrà applicare il Bail-in.

Prelievo forzoso sui conti correnti: 1919-1992

Amato prelievo forzoso

Lo spauracchio del prelievo forzoso aleggia sempre in situazioni economicamente instabili e non sarebbe la prima volta ad essere applicato.

Il prelievo forzoso su risparmi ed immobili fu applicato per la prima volta nel 1919 dal Governo guidato da Francesco Saverio Nitti, per sopperire ai debiti dello Stato durante la prima guerra mondiale.

Oltre alle patrimoniali che furono inserite per far fronte alla crisi bellica della Seconda Guerra Mondiale e alla conseguente fase di ricostruzione che durò fino agli ’60, il prelievo forzoso venne applicato anche nel 1992.

In quell’anno, il Governo Amato introdusse il prelievo forzoso del 6 per mille su:

  • depositi bancari;
  • libretti postali;
  • conti correnti;
  • buoni fruttiferi.

Nello stesso anno venne applicata l’imposta straordinaria sugli immobili pari al 2 per mille, poi schizzata al 3 per mille per le seconde case.

Furono inoltre introdotti prelievi forzosi sui beni di lusso:

  • imbarcazioni;
  • velivoli;
  • veicoli di grossa cilindrata.

L’obiettivo dichiarato fu quello di arginare la crisi finanziaria e risanare il debito pubblico colpendo correntisti e proprietari di beni non essenziali.


Prelievo forzoso sui conti correnti: Agenzia delle entrate

Anche l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di procedere al prelievo forzoso su quei conti correnti i cui titolari non hanno provveduto al pagamento di una determinata cartella esattoriale entro e non oltre i 60 giorni dalla notifica.

L’Agenzia delle Entrate provvederà al prelievo forzoso comunicando l’avvio procedurale alla Banca di appartenenza, qualora siano presenti i fondi necessari per risanare il debito accumulato.

Nel caso in cui la somma dovuta non dovesse essere presente sul conto, l’Agenzia delle Entrate potrà far leva sullo stipendio o sulla pensione, rispettando le normative vigenti sull’impignorabilità, ossia prelevando un importo non superiore ad un quinto dello stipendio o pensione.

ultime notizie prelievo forzoso

Ultime notizie sul prelievo forzoso sui conti correnti

Dalle ultime notizie sul prelievo forzoso emerge un dato che non farà di certo piacere ai correntisti postali: questi ultimi subiranno, nel 2022, una nuova imposta di bollo prelevata forzosamente ogni anno.

A subire il prelievo forzoso saranno quei correntisti che possiedono una giacenza media annuale superiore a 5.000 euro.

L’imposta di bollo sarà pari, come di norma, a 34,20 euro per le persone fisiche, mentre per le persone giuridiche sarà elevata a 100 euro l’anno.


Come evitare il prelievo forzoso

come evitare il prelievo forzoso

Per evitare il prelievo forzoso innanzitutto dovresti verificare attentamente il tuo ISEE, infatti sono previste esenzioni per chi possiede un tetto massimo di ISEE pari a 7.500 euro.

Valuta anche le migliori banche e i conti correnti più convenienti, per ridurre o addirittura abbattere le spese di gestione che probabilmente applicherà il tuo istituto finanziario, e fai la tua opportuna valutazione.

Ecco alcune regole base che potrebbero aiutarti ad evitare il prelievo forzoso:

  • non depositare denaro su conti correnti a rendimento zero;
  • evita conti correnti a spese fisse periodiche;
  • valuta conti deposito vincolati;
  • investi in oro o in altri beni di rifugio;
  • diversifica gli investimenti.

Una regola molto importante, se sei propenso agli investimenti, è quella di diversificare adeguatamente il tuo portafoglio finanziario: per farlo, segui le nostre analisi su come investire con ponderatezza.

Prelievo forzoso sui conti correnti: domande frequenti

Come funziona il prelievo forzoso sui conti correnti?

Lo Stato procede a prelevare l’importo stabilito su tutti i conti correnti dei cittadini, in un’unica soluzione oppure in rate trimestrali.

Quando lo Stato può prelevare soldi dai conti correnti?

Lo Stato ha facoltà di procedere al prelievo forzoso dei conti correnti di tutti i cittadini qualora ci sia una grave crisi finanziaria che comporti la necessaria liquidità.

Chi fece il prelievo forzoso sui conti correnti?

Nel 1992 il Premier Giuliano Amato effettuò un prelievo forzoso dello 0,6% su tutti conti bancari, per far fronte alla grave crisi che colpì l’Italia in quel periodo.

Argomenti:

Achille Bellelli

Imprenditore tech e investitore indipendente, esperto in criptovalute e strumenti di trading speculativo. Scrive per FinanzaDigitale e altri magazine economici.

Lascia un commento

Altri Articoli Su Finanza Digitale