Peer to peer lending (P2P) in Italia: cos’è, come funziona e piattaforme

Il P2P lending è un'innovativa forma di finanziamento tra privati. Scopri come funziona e quali sono le migliori piattaforme disponibili oggi in Italia.

Peer to peer lending

Una piattaforma di peer to peer lending (P2P) è un sistema di investimento e di finanziamento tra privati, attraverso cui potrai prestare o richiedere soldi senza doverti appoggiare a una banca.

Ciò ti permette di avere del denaro più velocemente, con tassi d’interesse vantaggiosi, un rendimento costante e con un indice di rischio variabile. Il P2P lending ha cambiato il modo di approcciarsi al credito, sfruttando l’evoluzione tecnologica applicata alla finanza.

Se abbiamo suscitato il tuo interesse e ti domandi come richiedere un prestito e quali siano le migliori piattaforme per investire, ti basterà leggere il nostro articolo.

Cos’è il peer to peer lending

Cos'è il peer to peer lending

La traduzione di peer to peer lending è quella di prestito da pari a pari. Conosciuto anche come prestito tra privati, social lending o con l’acronimo P2P lending, è una forma di finanziamento tra due o più soggetti privati.

Inoltre, puoi considerarlo anche come un sistema di investimento per guadagnare senza rischiare. Potrai richiedere e prestare denaro senza la presenza di un intermediario bancario, in pratica.

Sfrutterai una piattaforma di social lending sviluppata su una particolare rete informatica che ti permetterà di avere uno scambio diretto di informazioni finanziarie con un altro soggetto. Potrai così investire somme anche di piccole entità in modo veloce, senza costi e con rendimento vantaggioso.

L’idea del social lending nasce nel Regno anglosassone. La prima volta che se ne è sentito parlare era il 2005, quando fu inserita in Gran Bretagna la piattaforma Zopa. In poco tempo, il sistema ha avuto un enorme successo, grazie al meccanismo su cui si basa.

Come funziona il peer to peer lending

Come funziona il social lending

Quando chiedi un finanziamento tradizionale, dovrai rivolgerti a una banca, la quale fungerà da intermediario concedendoti un prestito. Per fare questa operazione dovrai pagare dei costi, come quelli di istruttoria e i cosiddetti tassi d’interesse.

Nel peer to peer lending non esistono intermediari. Ecco quali sono gli elementi che caratterizzano questo sistema:

  • rete peer to peer;
  • prestatore di denaro;
  • richiedente;
  • piattaforma P2P.

Da un lato vi sarà chi dispone di una certa liquidità e vuole investire, definito il prestatore. Dall’altro vi è il richiedente, ovvero colui che ha bisogno di denaro. Grazie alla piattaforma di peer to peer lending, questi due soggetti verranno messi in contatto, permettendo la realizzazione del prestito.

Ogni richiesta verrà prima valutata attentamente, richiedendo delle garanzie di base, e poi successivamente immessa sulla piattaforma. In questo modo si otterrà un vantaggio per tutti. Il prestatore avrà una rendita sul denaro versato, il debitore una somma liquida e, infine, le piattaforme P2P riceveranno una percentuale di guadagno. Ogni attività avviene online.

Ti basterà registrarti e scegliere se essere:

  • prestatore;
  • richiedente.

Peer to peer lending e crowdfunding

Spesso si fa confusione tra:

  • crowdfunding;
  • social lending.

Si può cadere in errore dato che il crowdfunding prevede una raccolta fondi finalizzata al raggiungimento di un progetto. Può essere considerato quindi una sorta di prestito, ma con alcune differenze. In primo luogo, l’ambito di applicazione del crowdfunding è quello immobiliare o per finanziare un’attività d’impresa. Ad esempio, una start-up innovativa  è alla ricerca di fondi per dar vita al suo progetto.

Attraverso una delle migliori piattaforme di crowdfunding potrai prestare il tuo denaro a questa azienda. In cambio otterrai delle quote societarie. Invece, nel sistema P2P lending il prestito è fine a sé stesso. Ti verrà riconosciuto un rendimento fisso in base al denaro concesso. Altro aspetto da considerare sono i soggetti. Nel crowdfunding il richiedente è una società, mentre nel social lending quasi sempre è un privato.

Peer to peer lending in Italia

P2P in Italia

Se ti stai domandando se in Italia il social lending sia legale, la risposta è affermativa. Anzi, il nostro Paese è stato tra i primi, in Europa, a porre attenzione al sistema P2P e a regolamentarlo con una Delibera della Banca d’Italia n.586 del 2016. Ciò ha contribuito allo sviluppo di questa forma di investimento e di prestito.

A testimoniarlo vi sono i numeri del report 2021 dell’Osservatorio di Crowdfunding in Italia. Ad oggi, sono più di 820 milioni i prestiti erogati utilizzando la rete peer to peer. Un numero che continua a crescere, anche per la situazione di instabilità economica dovuta al Covid-19 e alla guerra nell’est Europa.

Inoltre, l’utilizzo del sistema P2P è ripartito in equa misura su tutto il territorio nazionale, dimostrando di essere una realtà affidabile e ben conosciuta. Infine, se vuoi chiedere un prestito avrai la possibilità di rivolgerti a 16 piattaforme peer to peer riconosciute dalla Consob e dalla banca d’Italia. Tra queste siamo andati ad analizzarne le 8 più conosciute e valide sia per investire il tuo denaro, sia per chiedere un prestito.

Peer to peer lending: piattaforme

PiattaformaQualificaPrestitiInvestimento minimoRendimentoSostituto d’imposta
1. SmartikaIstituto di pagamentoDa 100€ a 75.000€100€Dal 4,74%-9%
2. SoisyIstituto di pagamentoDa 10€ in poi10€dal 5% all’8%
3. PrestiamociIntermediario finanziarioDai 1.500€ ai 15.000€1.500€0,54% al 6,48%Svolge questa funzione
4. Younited CreditRiconosciuto come Istituto bancarioDai 1.000€ a 50.000€1.000€2,5% al 4,5%Abilitato a questo servizio
5. MotusQuoIstituto di pagamento1.500€ ai 30.000€Dai 500€ ai 50.000€Dal 6% all’8%
6. BondoraRiconosciuto come istituto di pagamento1.000€ ai 45.000€1€Da 2% al 6,75% annuoAbilitato a questa funzione
7. BorsadelCreditoIstituto di pagamentoVariabile1.000€Dal 4% al 8%
8. OctoberAgente istituto di pagamentodai 1.000€ ai 75.000€Da 20€ a 2.000€10%No

Le piattaforme di social lending riconosciute rientrano nelle seguenti categorie:

  • istituto di pagamento
  • intermediario finanziario;
  • istituto di moneta elettronica abilitata al rilascio di prestiti;
  • istituto bancario.

In base alla loro qualifica, si prevedono alcune differenze sui servizi, l’importo del prestito e la somma minima da investire. Nella tabella, sono state indicate le 8 principali piattaforme peer to peer lending in Italia e all’estero, con l’importo dei prestiti, l’investimento minimo necessario e il rendimento. Analizziamole nel dettaglio.

1. Smartika

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La piattaforma Smartika nasce come istituto di pagamento riconosciuto dalla Banca d’Italia è collegata a Banca Sella, tra le realtà bancarie più solide nel nostro Pese. L’innovazione è uno degli aspetti che caratterizza questa sito P2P.

Infatti, è stata sviluppata una particolare tecnologia, attraverso cui, in maniera automatizzata, vengono valutate le singole domande di prestito, individuando subito i richiedenti meritevoli e mettendoli in contatto con i prestatori.

Verrà così creata una classifica con tre tipologie di rating di rischio:

  1. Conservative: il prestatore otterrà un interesse del 4,24%;
  2. Balanced: la percentuale di rendimento si aggira al 6%;
  3. Dynamic: rischio più alto con un interesse del 9,13%.

Inoltre, prevede anche un mercato secondario. Questo termine definisce la presenza di un sistema interno attraverso cui un prestatore può vendere il suo credito a un altro prestatore o acquistarne uno a sua volta.

2. Soisy

Logo Soisy

Offrire a chiunque la possibilità di acquistare un prodotto su un e-commerce, utilizzando un prestito peer to peer, è il motivo del successo della piattaforma di lending Soisy.

È stata creata nel 2015, ottenendo il riconoscimento come Istituto di pagamento dalla Banca d’Italia. Oggi Soisy è considerata tra le PMI più innovative e che offrono il servizio di pagamento By Now Pay Later (BNPL), ovvero compra ora e paga dopo.

Infatti, per il prestatore si avrà il vantaggio di avere un sistema alternativo di prestito e la possibilità di investire una somma minima dai 10€ in su, con un rendimento dal 5% all’8%. Invece il richiedente avrà l’opportunità di effettuare acquisti disponendo subito dell’oggetto, pagandolo però in comode rate. La piattaforma applica una percentuale di interesse sulla somma prestata e sugli utili ottenuti.

3. Prestiamoci

Logo Prestiamoci piccolo

La piattaforma Prestiamoci è stata inserita in rete a luglio del 2009 ed è riconosciuta dalla Banca d’Italia come intermediario finanziario. Il suo punto di forza è quello di fornire un servizio automatizzato di investimento.

Infatti, potrai scegliere di investire una somma minima pari a 1.500€ eseguendo l’operazione manualmente, oppure utilizzando la tecnologia della piattaforma. Nel primo caso, sarai tu a scegliere i soggetti richiedenti a cui concedere il prestito. Invece con il servizio automatizzato il tuo denaro sarà ripartito su diversi finanziamenti in base a un target che avrai indicato al momento della registrazione.

I prestiti concessi vanno da un minimo di 1.000€ a un massimo di 30.000€. La piattaforma prevede un costo pari allo 0,083% mensile sull’importo oggetto del finanziamento, offrendoti un rendimento variabile tra lo 0,54% e il 6,48%.

4. Younited Credit

Logo Younited Credit

Il sito Younited Credit è tra quelli più utilizzati in Italia per richiedere prestiti e investire denaro. Infatti, in base a un report dell’Osservatorio di Crowdfunding, circa l’80% degli investimenti e dei prestiti avvengono attraverso questo sito.

Devi considerare che nel panorama delle piattaforme peer to peer è l’unica ad essere collegata a un istituto bancario. Infatti, il sito è gestito dalla Younited SA, una banca francese regolarmente riconosciuta dalla Banca d’Italia.

I prestiti erogati per il richiedente vanno dai 1.000€ ai 50.000€. In quanto prestatore potrai investire un importo minimo pari a 1.000€, con un rendimento compreso tra il 2,4% e il 4,5%.

5. MotusQuo

Logo MotusQuo

Il sito MotusQuo è gestito dall’omonima società collegata a uno degli istituti di pagamento francesi più solidi, Lemon Way. Può essere molto interessante se disponi di una certa liquidità.

Infatti, con MotusQuo potrai prestare un capitale da un minimo di 500€ a un massimo di 50.000€. Il rendimento sarà proporzionato alla tempistica del finanziamento e al rating di rischio del richiedente. Il sito applica una commissione dell’1% su tutti i guadagni, mentre per il richiedente è prevista una commissione del 3% sul capitale solo nel momento in cui il prestito viene erogato.

6. Piattaforme peer to peer lending: Bondora

Logo Bondora

Con il sito P2P lending Bondora avrai la possibilità di investire anche se disponi di capitali minimi. Infatti, potrai diventare un prestatore utilizzando solo 1€ e ottenendo comunque un interesse variabile tra il 2% e il 6,74%.

La società ha sede in Estonia, con una succursale in Italia riconosciuta come istituto di pagamento dalla Banca d’Italia. Tra i suoi punti di forza, vi è una storia societaria di oltre 13 anni, con più di 620 milioni di euro finanziamenti erogati, e la possibilità di investire il tuo denaro con diverse tipologie di finanziamenti:

  1. prestiti peer to peer;
  2. raccolta di fondi per prestiti al consumo;
  3. mercato secondario.
Logo BorsadelCredito

7. BorsadelCredito.it

Il progetto della piattaforma BorsadelCredito.it nasce dall’idea di offrire forme di prestiti alternative alle imprese. Permette quindi l’incontro tra il denaro dei privati che vogliono investire e le aziende che hanno necessità di ottenere una certa liquidità.

La piattaforma accetta solo le società che hanno al loro attivo almeno due bilanci e con un fatturato superiore ai 500.000€. I finanziamenti potranno essere suddivisi su un piano di ammortamento che va da 1 mese fino a 72, con un tasso d’interesse che va dal 3,4% al 7%.

8. October

Logo piattaforma P2P October

Con oltre 600 milioni di euro di prestiti e 1.600 progetti realizzati, la piattaforma October è tra le più utilizzate in Europa per il peer to peer lending. In Italia ha iniziato ad operare nel 2017, ottenendo subito un grande riscontro.

Può essere un sistema interessante, dato che mette in contatto i prestatori privati con le aziende. Potrai così utilizzare i tuoi soldi per finanziare un’attività d’impresa.

Il rendimento che potrai ottenere varia in base al rating di rischio di un’azienda, con una percentuale che si aggira tra l’8% e il 10%. Ogni progetto è attentamente valutato, ma non sarà prevista una garanzia sul rischio come in altre piattaforme. Se ti registri come prestatore, potrai investire dai 20€ ai 2.000€ in ogni progetto. Invece come richiedente la somma massima è di 75.000€ di finanziamento. Un vantaggio di questo sito? Sarà possibile richiedere un prestito anche dalle partite IVA personali, le ditte individuali e le società di persone.

Qual è il rendimento delle piattaforme P2P lending

Il tasso di inflazione in Italia continua a salire. Nei corridoi delle principali Borse europee e americane si parla di possibile recessione. In questo quadro economico, l’accesso al prestito diventa un elemento fondamentale per il consumatore, rendendo le piattaforma peer to peer tra i principali sistemi utilizzati.

Ciò ti offre ampie opportunità di utilizzarlo come sistema di investimento alternativo all’operare sui mercati. Questo aspetto è testimoniato dai rendimenti interessanti che si aggirano tra il 2% e il 10%.

Il guadagno varia in base a una serie di fattori:

  • costi della piattaforma;
  • importo investito;
  • durata del prestito;
  • indice di rischio del richiedente.

Dovrai considerare che ogni piattaforma prevede un costo diverso. La modalità più comune è quella di applicare una percentuale variabile sul guadagno ottenuto dal prestito. Inoltre, l’interesse varierà anche in base alla tempistica e alle garanzie offerte dal richiedente. Questo porta ad analizzare un altro aspetto: il rischio delle piattaforme P2P lending.

P2P lending: quali sono i rischi

Rischio investimento piattaforme P2P

Come forma di prestito, il principale rischio è quello di non ottenere la somma dal debitore. Per ridurre al minimo questa possibilità, le piattaforme effettuano un controllo accurato di ogni richiedente, stabilendo la presenza di una serie di garanzie per il rilascio del finanziamento.

Ad esempio, sarà necessario presentare dei documenti di reddito, un cedolino pensionistico o uno stipendio. Inoltre, devi considerare che, in quanto società, anche gli stessi siti P2P lending possono trovarsi in difficoltà economiche e quindi venire meno il pagamento dei tuoi interessi e la restituzione del capitale.

Se vuoi ridurre al minimo i rischi, è utile valutare alcuni aspetti:

  1. la scelta della piattaforma;
  2. la tipologia di investimento;
  3. la presenza di sistemi di garanzia offerti dal sito.

In primo luogo, dovrai valutare solo quelle piattaforme italiane o estere riconosciute. Quelle più affidabili le abbiamo inserite nella nostra tabella. Inoltre, è importante leggere con attenzione quali sono le garanzie che ogni richiedente ti offre e valutare le tabelle di rischio che sono proposte dalle piattaforme, diversificando i prestiti e suddividendoli tra più soggetti.

Infine, alcuni siti di P2P lending ti offrono una garanzia aggiuntiva sul capitale. Ciò significa che, anche se il debitore non restituisce la somma prestata, otterrai comunque indietro i tuoi soldi.

Peer to peer lending e sostituto d’imposta

Quali sono le tasse applicate al social lending? In base alla legge 205/2017, i guadagni ottenuti attraverso l’attività peer to peer lending sono equiparate agli utili della compravendita di titoli nel trading online. Ciò significa che si applicherà una tassazione pari al 26% a titolo di imposta.

Il pagamento delle tasse avviene in modo diverso in base alla tipologia di piattaforma P2P. Infatti, tutti i siti che hanno sede in Italia e che sono riconosciuti, svolgono anche la funzione di sostituti d’imposta. Ciò vuol dire che l’aliquota verrà applicata direttamente dalla piattaforma nel momento in cui si concretizza il tuo guadagno.

Quindi non dovrai inserire le plusvalenze nella dichiarazione dei redditi. Invece per i siti esteri, che non sono abilitati a questa funzione, dovrai essere tu a inserire, nell’apposito quadro RW della dichiarazione dei redditi, tutte le plusvalenze e le minusvalenze. Un’operazione non semplice e che può richiedere il supporto di un commercialista.

Leggi anche la nostra guida su tasse e trading online.

Peer to peer lending: domande frequenti

Il sistema peer to peer lending è legale?

Le piattaforme peer to peer lending in Italia sono legali e sono state regolamentate dal 2016.

Quanto si guadagna con il peer to peer lending?

Investire nel sistema peer to peer lending può portare a un rendimento variabile anche fino al 10% sul capitale versato.

Quali sono i migliori siti di P2P?

Se vuoi conoscere la classifica delle migliori piattaforme di P2P lending ti basterà leggere il nostro articolo.

Jacopo Marini

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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