Gli ETF (Exchange Traded Fund) sono diventati un investimento molto popolare. Sono uno strumento con una buona dersificazione (si acquista un singolo titolo che ne contiene al suo interno anche centinaia), hanno rendimenti interessanti e costi piuttosto contenuti. Investire in ETF è oggi un’operazione davvero semplice, grazie alle piattaforme di negoziazione online.
Quello degli ETF è infatti un comparto da oltre 34.000 fondi indicizzati e 21,3 trilioni di dollari investiti. Sul mercato esistono portafogli preimpostati, il trading automatico, il risparmio gestito, il supporto dell’IA, l’acquisto frazionato e i PAC. Infine sorge il problema di scegliere dove investire, con una selezione della broker di ETF più adatto.
Cos’è un ETF
Un ETF è un fondo di investimento negoziato in borsa (Exchange Traded Fund), che replica l’andamento di un asset sottostante, definito benchmark (o paniere di titoli).
Quindi comprando un ETF, con un unico strumento si entra in possesso di un certo numero di azioni, obbligazioni o altri asset.
Ad esempio, in un ETF sulla borsa italiana, al suo interno saranno presenti solo azioni di società presenti a Piazza Affari. Invece, in un ETF sullo S&P 500 ci saranno un certo numero di titoli delle 500 aziende americane presenti all’interno di questo indice della Borsa di New York e così via.
Gli ETF hanno una strategia di investimento passiva dato che offrono lo stesso rendimento dell’indice che replicano. Se quest’ultimo mette il 10%, l’ETF a sua volta avrà una crescita simile. Vale però lo stesso in caso di contrazione dell’indice. Il valore del rendimento del fondo non è collegato all’andamento di un solo asset, ma alla media di tutti quelli in esso contenuti.
Anche se sono fondi comuni di investimento si diversificano da questi ultimi dato che sono scambiati come le azioni: è possibile comprare e vendere un ETF in ogni momento durante le ore di mercato.

Perché investire in ETF
Nel 2026 il mercato degli ETF è aumentato di 1,71 trilioni di dollari, raggiungendo la cifra record di 21,3 trilioni di dollari, pari al 14% del mercato azionario, che oggi vale 164 trilioni di dollari.
Gli ETF sono quotati in 85 borse e 66 paesi. L’aumento dell’interesse non è solo da parte degli investitori istituzionali, ma anche dei trader retail, grazie ad alcune loro caratteristiche. Con un ETF è possibile investire sugli indici delle borse valori più popolari come Nasdaq, S&P 500, Semiconductor, FTSE MIB, LSE, acquistando un solo asset.
Un’altra caratteristica sono i costi di gestione, bassi, grazie alla gestione passiva, come il TER (Total Expense Ratio), nettamente inferiore rispetto a un fondo comune. Inoltre, gli ETF sono utili per diversificare il proprio portafoglio. Infine l’acquisto è oggi possibile direttamente dalle piattaforme di trading online in modo autonomo o utilizzando una delle funzioni incluse dalla piattaforma (vedi più avanti).
Rischi
Gli Exchange Traded Fund vengono definiti strumenti finanziari ad alta diversificazione. Ciò è dovuto alla loro composizione e alla presenza di una gestione passiva. Tuttavia, è sempre presente un’alea. Ad esempio, rispetto all’investimento in BTP che prevede una garanzia sul capitale, negli ETF non è presente. Ciò comporta che, in caso di default della società o del fondo, non è garantita la restituzione del capitale investito.
Inoltre, in quanto fondo negoziato, il suo valore è soggetto ai mercati, con possibili variazioni del prezzo, in positivo e in negativo con una volatilità che a volte si avvicina a quelle delle azioni. Quindi, prima di investire è necessario fare attenzione a come scegliere l’ETF da acquistare.
Quali ETF scegliere?
Gli ETF sono emessi da società di investimento, le società emittenti o provider, che creano il fondo, lo quotano sui mercati e lo gestiscono.
Come indicato nel report annuale LSEG Lipper 2026 della Borsa di Londra sugli ETF, le società emittenti nel 2026 sono oltre 1.025. Nella tabella abbiamo inserito le prime 10 per gestione degli asset (AUM), indicando il patrimonio netto e la quota di mercato globale.
| Emittente | Patrimonio in $ | Quota mercato |
|---|---|---|
| iShares – BlackRock | 6.314 mld | 28,6% |
| Vanguard | 5.003 mld | 22,7% |
| State Street SPDR | 2.275 mld | 10,4% |
| Invesco | 1.100 mld | 5,0% |
| Amundi | 400 mld | 1,8% |
| Xtrackers – DWS | 350 mld | 1,6% |
| J.P. Morgan Asset Management | 340 mld | 1,5% |
| Schwab ETFs | 300 mld | 1,4% |
| Dimensional | 280 mld | 1,3% |
| First Trust | 250 mld | 1,1% |
In totale sono più di 34.000 gli ETF quotati sui mercati, con ampie possibilità di trovare un investimento redditizio e adatto al proprio profilo da investitore.
Per scegliere un ETF può essere utile prendere come riferimento alcuni parametri:
- composizione;
- caratteristiche del fondo;
- tipologia di ETF;
- gestione dei dividendi e delle cedole;
- tassazione.

1. Composizione degli ETF
Il benchmark di un ETF corrisponde al paniere di titoli che compongono il fondo. Al suo interno possono essere contenuti, azioni, obbligazioni, criptovalute, indici e materie prime. Ecco alcune delle tipologie di ETF più interessanti in base al paniere di titoli:
- obbligazionari: composti da bond e Titoli di Stato come i BTP e i Treasury bond americani;
- obbligazionari corporate: sono simili ai precedenti ma al loro interno ci sono titoli di debito di società private;
- ETF sugli indici: replicano l’andamento di un indice come il FTSE MIB, il NASDAQ o l’S&P 500;
- azionari globali: contengono al loro interno un paniere diversificato di azioni di tutto il mondo;
- terre rare: includono titoli di imprese collegate all’estrazione, raffinazione e commercializzazione di particolari materie prime, definite terre rare;
- materie prime: si può investire su metalli preziosi come l’oro, l’argento, il patino o su altre materie prime.
La selezione può avvenire anche su base territoriale, scegliendo un particolare Paese, come gli ETF sulla Cina o sull’India.
Infine, è possibile valutare anche un particolare settore, come le criptovalute, investendo negli gli ETF Bitcoin spot e future, o quelli su Ethereum, oppure comprando azioni di società legate al settore dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori.
2. Caratteristiche del fondo
Ogni ETF ha una sua scheda tecnica, con cui valutare le caratteristiche proprie del fondo. Ecco a cosa fare attenzione:
- capitalizzazione: è il market cap dell’ETF. Più è elevato e minore sono i rischi di un default;
- costo dell’ETF: è il compenso di gestione della società emittente;
- gestione degli ETF: può essere passiva, nel caso in cui si andrà solo a replicare l’andamento di un asset sottostante, o attiva, se la società di gestione cercherà una performance maggiore rispetto all’indice di riferimento;
- replica: si distingue tra “replica fisica”, quando si ha il possesso reale di tutto il paniere di titoli o di un certo numero (replica a campionamento), oppure “replica sintetica”, in cui si riproduce l’andamento degli asset utilizzando strumenti derivati;
- composizione del benchmark: quali sono gli asset inseriti negli ETF.
3. Tipologia di ETF
Un’altra distinzione è nella tipologia di ETF tra armonizzati e non armonizzati. I primi, definiti anche come UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities), sono quelli scambiati sui mercati europei e che rispecchiano specifiche e rigorose norme comunitarie che regolano esposizione e composizioni del fondo. Invece, gli ETF non armonizzati sono fondi negoziati su altri mercati e che non rispecchiano le normative dell’UE.
4. Distribuzione dei dividendi e delle cedole
Gli ETF possono avere nel loro benchmark (paniere di titoli) un certo numero di azioni con dividendo o di cedole (obbligazioni). Si distingue quindi tra ETF ad accumulazione e a distribuzione. Gli ETF ad accumulazione investono in automatico i rendimenti ottenuti, aprendo nuove posizioni che verranno aggiunte al capitale iniziale. Invece, quelli a distribuzione effettuano a scadenze precise il pagamento delle cedole e dei dividendi.
5. Tassazione
Un altro aspetto da non sottovalutare è la tassazione sugli ETF, che varia in base alla tipologia. Per quelli armonizzati (UCITS) c’è un’imposta sostitutiva sui rendimenti del 26%, che scende al 12,5% se contengono titoli di Stato italiani o inseriti nella white list.
In caso di composizione mista si applica la tassazione di base del 26% e quella agevolata solo per gli importi collegati ai titoli di Stato e ai titoli nella white list. Invece, quelli non armonizzati emessi in Paesi fuori dalla UE hanno un trattamento più complesso.
Le plusvalenze e le minusvalenze ottenute devono essere inserite nella dichiarazione dei redditi e andranno a cumularsi con gli altri guadagni ottenuti ai fini del calcolo dell’IRPEF. Inoltre, in alcuni casi, come gli ETF USA, può esserci una doppia tassazione.
Le strategie
L’acquisto di un ETF può avvenire con diverse strategie:
- acquisto reale;
- acquisto frazionato;
- PAC ETF;
- portafogli gestiti;
- trading automatico;
- trading AI.

Acquisto reale e frazionato
L’acquisto reale dell’ETF prevede il versamento del controvalore equivalente al numero di posizioni acquisite. Alcune piattaforme offrono però l’opzione degli ordini frazionati con cui ottenere sempre l’acquisto reale dell’asset ma solo di una piccola parte di un ETF, di norma a partire da 1€. L’acquisto reale è una strategia utile nel breve e medio termine.
PAC di ETF
Altra strategia è la creazione di un PAC (piano di accumulo del capitale). In questo caso si effettua prima un acquisto iniziale e poi si comprano altri lotti di ETF con una frequenza fissa mensile, secondo un piano di accumulo.
L’importo dell’investimento iniziale e quelli mensili possono essere anche minimi, in alcuni casi a partire da 1€/10€, e quindi accessibili a tutti. Grazie ai versamenti ripetuti si ottiene nel tempo un capitale interessante. È però una strategia che dà i suoi vantaggi nel medio e nel lungo termine.
Portafogli gestiti
I portafogli gestiti sono composti da asset scelti dalla piattaforma suddivisi in base a rendimenti e composizione. L’investitore ha così accesso a strumenti finanziari già preimpostati, per la maggior parte composti da ETF azionari e obbligazionari e che si adattano ai diversi profili di rischio. È la piattaforma a gestire l’investimento in base all’obiettivo stabilito.
Trading automatico
Sempre più broker di trading includono tecnologie come il trading automatico con cui essere supportati da algoritmi e assistenti virtuali per scegliere e investire in un ETF. Tra quelle più interessanti e utilizzate vi sono:
- robo advisor: un assistente virtuale supporta il trader nella scelta dell’investimento analizzando il mercato in base a una serie di parametri;
- copy trading: grazie a una particolare tecnologia di mirror trading si può copiare letteralmente l’operatività di un altro trader più esperto.
L’utilizzo del trading automatico permette di investire sin da subito negli ETF senza effettuare analisi di mercato o studiare le schede di ogni asset.
Trading AI
Infine, l’aumento esponenziale delle capacità delle AI (intelligenze artificiali) ha permesso di integrare le piattaforme come Gemini di Google, Claude e ChatGPT alle piattaforme di trading online. La valutazione dell’ETF su cui investire e l’acquisto è fatto direttamente dall’intelligenza artificiale che andrà a gestire l’operazione in base al profilo di investitore.
Come investire
Gli exchange traded fund possono essere comprati:
- in banca;
- su una piattaforma di investimento.
Sono diverse le banche online che permettono di investire sugli ETF. L’acquisto può avvenire direttamente dalla sezione trading nella home banking, oppure, dove previsto rivolgendosi a un consulente finanziario. Attenzione però ai costi per il mantenimento del conto di investimento e alle commissioni per la compravendita che sono leggermente più alte rispetto a quelle di un broker.
L’altra opportunità è scegliere uno dei migliori broker per l’acquisto di ETF. Sono piattaforme regolamentate che prevedono costi di operatività bassi, e tutti gli strumenti per scegliere dove e quando investire: quotazione in tempo reale, grafici, analisi. I broker ETF offrono un elevato numero di fondi da acquistare in completa autonomia oppure utilizzando una delle tecnologie presenti in piattaforma.
FAQ
I costi di un ETF possono comprendere le commissioni applicate dall’intermediario per l’acquisto e la vendita, il TER dell’ETF e lo spread tra prezzo di acquisto e vendita. Alcune piattaforme offrono anche PAC con commissioni ridotte o azzerate su determinati ETF.
I redditi derivanti dagli ETF sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 26%, con alcune eccezioni per quelli a tassazione agevolata con un imposta del 12,5%. Gli ETF armonizzati, conformi alla normativa europea UCITS, prevedono l’applicazione diretta dell’imposta sostitutiva. Invece, i rendimenti di quelli non armonizzati possono concorrere al reddito complessivo del contribuente.
Dipende dal proprio obiettivo. Gli ETF sono strumenti che offrono un’elevata diversificazione e rendimenti interessanti. Tuttavia, la volatilità può variare in base alla tipologia di indice replicato. Possono però essere molto utili se con un unico acquisto si vogliono aprire più posizioni su diversi asset.
Per gli ETF ad accumulazione, il dividendo è automaticamente investito con l’acquisto di nuovi lotti. Invece se l’ETF è a distribuzione, verrà pagato a scadenze prefissate.
