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Fondo Sovrano Norvegese: cos’è, come funziona, chi lo gestisce e composizione

Con l’1,5% di azioni di tutte le società quotate sui mercati e oltre 1,428 trilioni di dollari investiti, il Fondo Sovrano Norvegese è tra i più grandi del mondo. Scopri come funziona, la sua composizione e chi lo gestisce.

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Fondo Sovrano Norvegese

Negli ultimi mesi si è sentito parlare spesso del Fondo Sovrano Norvegese, grazie alle ultime news sui rendimenti realizzati nel 2023, pari a 213 miliardi di dollari, equivalente a 2,22 trilioni di corone norvegesi (dati Corriere delle Sera). Oggi è  tra i fondi sovrani più grandi, ma anche tra i più redditizi: in un anno ha realizzato un +16%, con una crescita rispetto al 2022 dell’1,61%.

Nato nel 1990, utilizzando il denaro dei proventi dell’estrazione del petrolio nel Mare del Nord, come riportato dal sito del Fondo Sovrano Norvegese, dal primo investimento avvenuto nel 1998, in 25 anni, ha ottenuto un rendimento medio del 5,99%, partendo da un valore di 23 miliardi di dollari e raggiungendo gli 1,428 trilioni di dollari.

Definito come un super-fondo dalla CNBC, i suoi investimenti toccano 72 Paesi, compreso l’Italia, con una percentuale variabile tra azioni, obbligazioni, operazioni immobiliari e nel settore energetico. Di seguito abbiamo analizzato quali sono le sue caratteristiche, come funziona, la sua composizione nel dettaglio e se è possibile investire.

Cos’è il Fondo Sovrano Norvegese

Il Fondo Sovrano Norvegese (Government Pension Fund Global) è uno strumento di investimento controllato direttamente dallo Stato norvegese.

È tra i più grandi fondi sovrani dei 20 presenti oggi sui mercati. Nasce nel 1990, su richiesta del Parlamento al fine di depositare il denaro proveniente dall’estrazione del petrolio e del gas naturale.

Cos'è il fondo sovrano norvegese

Infatti, la scoperta dei giacimenti nella piattaforma continentale, avvenuta a fine anni 60’, ha determinato profondi cambiamenti nell’economia della Norvegia, portando il Governo a valutare come distribuire questa ricchezza a favore dei cittadini. La soluzione è stata l’idea di un fondo sovrano, con precise finalità:

  • contribuire a tutelare l’economia del Paese in caso di alti e bassi del mercato del petrolio;
  • creare una riserva finanziaria per le generazioni future;
  • garantire un utilizzo responsabile dei proventi derivanti dal fondo.

Fondo norvegese e petrolio: breve storia

La nascita del Fondo Sovrano è strettamente connessa alla scoperta, nel 1969, del giacimento Ekofisck, tra i più grandi sulla piattaforma continentale della Norvegia, entrato in produzione due anni dopo, nel 1971. Un evento che ha dato accesso a una fonte di guadagno costante e di rilievo.

La prima idea di utilizzare i proventi a favore dei cittadini e delle generazioni future è del 1974. Tuttavia, si deve attendere il 1990, quando il parlamento norvegese lo Storting, approva la legge che darà vita al fondo, attivato poi nel 1996 con i primi versamenti dei proventi del petrolio. Invece, il primo investimento è avvenuto nel 1998.

Chi gestisce il fondo norvegese?

Logo Banca Centrale Norvegese

Il successo ottenuto negli anni, con un rendimento medio del 5,9% e un capital gain che ha superato i 7.871 miliardi di Corone norvegesi, è strettamente connesso a un sistema di Governance ben strutturato, con una chiara divisione di compiti tra Parlamento, Governo e Banca Norvegese.

Ecco nel dettaglio come viene gestito il fondo:

  • Parlamento norvegese: ha stabilito le regole base da rispettare con la legge sui fondi pensioni del 1990;
  • Ministero delle Finanze: è l’istituzione a cui è stata affidata la gestione generale del fondo, attraverso una serie di linee guida;
  • Banca Norges: è la Banca Centrale Norvegese a cui è stata delegata la gestione operativa del fondo, creando una sua sottosezione la Norges Bank Investment Management;
  • CEO del fondo: ha il compito di eseguire le politiche stabilite dalla Norges Bank, affiancato da un gruppo di funzionari della medesima banca a cui vengono delegate la gestione dei mandati;
  • Comitato esecutivo: affianca il CEO nel prendere le decisioni in base alle linee guida della Banca Norges.

Dal punto di vista pratico, il Ministero delle Finanze norvegese ha il compito di fissare annualmente la strategia di investimento, che deve essere approvata dal parlamento. A questo punto, l’attuazione della strategia viene trasferita alla Banca Centrale Norvegese, che opera attraverso un mandato, in cui sono presenti le linee guida.  

Infine, il CEO del fondo, affiancato da un comitato esecutivo, composto dai funzionari della Banca, pone in essere le strategie operative entro le linee guide previste dal Governo. Un sistema sicuro, molto flessibile per prendere le decisioni anche in base agli eventi del mercato.

Come funziona il fondo: gli investimenti

Il Government Pension Fund Global è alimentato attraverso il versamento dei proventi del gas e del petrolio norvegese. Tuttavia, i guadagni ottenuti dall’estrazione dei combustibili fossili fanno parte solo di una minima percentuale del fondo. Infatti, al suo interno sono presenti:

  • 1,5% di tutte le azioni dei mercati mondiali, di oltre 72 Paesi;
  • partecipazioni in 9.000 aziende;
  • obbligazioni di 49 Paesi;
  • oltre 897 proprietà immobiliari;
  • investimenti in infrastrutture di energia rinnovabile.

Ciò ha permesso di portare la capitalizzazione del fondo dagli originari 23 miliardi di dollari, nel 1998, a oltre 1,4 trilioni di dollari nel 2023.

Crescita investimenti del fondo

Quindi, ogni anno ai proventi del gas e del petrolio, si aggiungono le entrate dei dividendi delle azioni, ma anche le cedole obbligazionarie. A questo si sommano i proventi per le unità immobiliari, commerciali e residenziali, sparse in 14 Paesi.

Infine, come specifica il sito istituzionale del Fondo Sovrano Norvegese, solo una piccola parte dei proventi ottenuti può essere spesa dal Governo, pari a circa il 20% del loro bilancio, mentre la restante viene a sua volta investita in asset.

Ecco nel dettaglio le percentuali in cui si suddivide il fondo.

Come si compone il Government Pension Fund Global

Asset% del fondoNumero aziendeValore investito in Corone Norvegesi
Azioni70,9%8.85911.174.262.989,647
Obbligazioni27,1%1.3894.271.745.906,148
Immobiliare1,9%897301.128.400,177
Infrastrutture energetiche0,1%417.6600184.742
Fonte sito ufficiale Fondo Sovrano Norvegese

Il Fondo Sovrano Norvegese prevede investimenti in quattro settori:

  1. azioni;
  2. obbligazioni;
  3. immobiliare;
  4. infrastrutture.
Investimenti del fondo

Al 31 dicembre 2023, il market cap era di 16 mila miliardi di corone norvegesi (NO), con un rendimento per il 2023 di 2,22 trilioni di corone (report CNBC), pari a 213 miliardi di dollari. In totale, dal 1998 sono state acquisite azioni in 8.859 aziende, distribuite in 65 Paesi, compreso l’Italia, pari al 70,9% del fondo, con un controvalore di 11.174.262.989,647 NO.

Il 27,1% del fondo prevede investimenti a reddito fisso, con un ampio numero di obbligazioni corporate, provenienti da 46 Paesi, ma anche governative. In totale sono più di 1.300 gli asset su cui si è investito.

Inoltre, per diversificare le entrate sono state effettuati diverse acquisizioni nel settore immobiliare, con la proprietà di 897 edifici tra commerciali e residenziali, in 14 Paesi, tra cui: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Polonia, Germania, Olanda, Italia, Svizzera, Spagna, Belgio e Giappone.

Infine, l’attenzione all’ecosostenibilità ha portato a investimenti, pari allo 0,1%, anche nel settore delle infrastrutture per l’energia rinnovabile presenti in Spagna, Germania e Olanda.  

BTP e fondo sovrano norvegese

Tra gli investimenti del fondo sovrano si trova una percentuale elevata anche in asset del mercato italiano. In particolare, sono presenti circa 60,8 miliardi di corone norvegesi (dati Milano Finanza), pari a 6 miliardi di dollari investiti in BTP, con un incremento di 1 miliardo rispetto al 2022. Und dato legato alla crescita dei rendimenti dei Buoni del Tesoro Poliennali dovuti all’aumento dell’inflazione.

Inoltre, il fondo ha investito anche in asset azionari in oltre 127 aziende Made in Italy sia con piccole quote, sia con una presenza più interessante. Ecco alcuni titoli riscontrabili nell’elenco presente sul sito del Fondo Sovrano, con la relativa esposizione finanziaria aggiornata ad oggi.

AzioniPercentuale proprietà
Banca Mediolanum0,73%
BPER Banca5,58%
Ferrari0,72%
Fiera di Milano1,43%
FinecoBank0,30%
Intesa Sanpaolo1,38%
Juventus Football Club
Leonardo0,24%
Mediobanca0,02%
Moncler1,81%
Mondadori4,40%
MPS2,64%
Salvatore Ferragamo0,63%
Stellantis NV1,13%
Telecom Italia2,54%
Tenaris0,39%

Si può investire nel Fondo Sovrano Norvegese?

Oggi non è possibile investire sul Fondo Sovrano Norvegese. Ciò è strettamente connesso alla natura stessa di questo strumento finanziario che è di esclusiva proprietà del Governo, con il fine di creare una riserva strategica economica per migliore la qualità di vita dei cittadini e permettere anche alle generazioni future di attingere ai proventi del petrolio.

Quindi, non è un fondo quotato in borsa. Quindi, su una piattaforma di trading specializzata in investimenti non è presente un codice ISIN del Fondo Sovrano Norvegese. Tuttavia, se vuoi operare su questo mercato e di altri Paesi del Nord Europa, senza farlo direttamente con l’acquisto delle singole azioni, puoi valutare investire negli ETF.

Fondo Sovrano Norvegese: domande frequenti

Cos’è il Fondo Sovrano Norvegese?

Il Fondo Sovrano Norvegese è un fondo governativo in cui vergono versati e investiti i proventi derivanti dall’estrazione del petrolio e del gas naturale della Norvegia.

Come si compone il Fondo Sovrano Norvegese?

Il denaro versato nel fondo viene investito in azioni, obbligazioni, attività immobiliari e infrastrutture per l’energia sostenibile. Scopri la sua composizione nella nostra analisi.

Si può investire nel Fondo Sovrano Norvegese?

No, in quanto fondo sovrano, non è possibile investire. Tuttavia, hai altre opzioni se vuoi operare sulle società della Norvegia o del Nord Europa, come gli ETF.

Autore senior per FinanzaDigitale

Laurea in Economia Aziendale, conoscitore di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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